NOÈ Carlo

nasce nel 1915 a Mesero (Milano). Caporale, 53° reggimento fanteria.

Magazziniere presso una ditta di Gallarate, fu nell’aprile 1936 chiamato alle armi, e destinato al 68° reggimento fanteria. Soldato scelto nel luglio successivo e caporale un mese più tardi, dopo aver prestato servizio per circa un anno negli Stabilimenti penali di Gaeta, veniva collocato in congedo il 20 agosto 1937. Richiamato nel febbraio 1939 presso il 53° fanteria Sforzesca per poco più di un mese, ritornava allo stesso reggimento per mobilitazione l’11 giugno 1940. Assegnato alla 10^ compagnia quale vice comandante di una squadra fucilieri, cadde all’inizio della battaglia delle Alpi nel settore del Monginevro, il 21 giugno. Il comandante francese della piazzaforte di Briançon, in occasione del trasporto delle salme di lui e degli altri suoi compagni, pronunciava un elevato discorso elogiandone il valore ed il sacrificio.

Vice comandante di squadra fucilieri, allattacco di una munita posizione, si faceva risolutamente largo, a colpi di bombe a mano, fra nuclei nemici, per impedire che questi potessero impadronirsi del fucile mitragliatore di un nostro caduto. Rimasto con solo quattro uomini, riusciva a penetrare nelle linee avversarie e stabilitosi a tergo di esse, apriva nutrito fuoco contro i difensori. Caduti tutti i componenti dell’eroica pattuglia, continuava da solo, imperterrito, la lotta, tenendo a bada il nemico per una intera giornata e durante la notte si costruiva un piccolo riparo, sistemandovisi a difesa. Al mattino successivo, accerchiato dall’avversario che gli intimava la resa, rispondeva con precise raffiche di fuoco. A nuove intimazioni, manteneva per lungo tempo a distanza il nemico, con il suo contegno aggressivo, prendendo di mira, col proprio fucile mitragliatore, gli avversari che cautamentgli si avvicinavano da ogni lato. Alcune raffiche a brevissima distanza lo abbattevano ed allorquando gli avversari furono su di lui constatarono che egli non aveva più una sola cartuccia. Il comandante del nucleo francese, ammirato, lo citava ad esempio ai suoi uomini e più tardi ne testimoniava, cavallerescamente, per iscritto, il sublime eroismo.- Bois de Suffin (Fronte occidentale), 20 giugno 1940.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume primo (1929-1941), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 393.