SAVINI Mario

n. 1915 Roma. Tenente complemento 132° reggimento artiglieria, Divisione corazzata Ariete.

Laureatosi in giurisprudenza nell’Università di Roma, fu ammesso quale allievo ufficiale d’artiglieria di complemento alla Scuola di Brà e nominato sottotenente fu destinato al 13° reggimento artiglieria Granatieri di Sardegna. Richiamato nell’aprile 1940, alla dichiarazione di guerra partecipò alle operazioni con la 52^ batteria sul fronte occidentale. Ottenne di essere destinato in A.S. (Africa Settentrionale), e nel dicembre 1940 partì per la Tripolitania. Dal 1° aprile 1941, passò al 132° reggimento artiglieria della Divisione corazzata Ariete, col quale partecipò all’offensiva italo tedesca per la riconquista della Cirenaica. In novembre fu promosso tenente con anzianità 1° gennaio 1941. Gravemente ferito ad Ain el Gazala il 12 dicembre 1941, decedeva il 6 febbraio 1942 nell’ospedale n. 19 delle Forze inglesi del Medio Oriente.

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia Argento) sul campo (A.S., 19 novembre 1941).

Giovane ufficiale dotato di eccezionali virtù militari, prendeva parte a lungo ed aspro ciclo operativo dando ripetute prove di personale ardimento, di illimitato sentimento del dovere, di sagace e redditizia iniziativa, di sicuro ascendente sui propri dipendenti. In fase di ripiegamento, al comando di batteria, confermava le sue elette qualità militari, sia col compiere ardite e pericolose ricognizioni, intese ad accertare ubicazioni e consistenza di forze avversarie, sia affrontando con successo ripetute, violente azioni di reparti corazzati nemici. Attaccato improvvisamente da preponderanti forze corazzate avversarie che tendevano a piombare sul tergo e sul fianco delle colonne divisionali sebbene conscio dell’inevitabile esito di un’impari lotta, anche a causa delle gravi perdite subite dalla sua batteria in uomini e mezzi e della scarsezza delle munizioni, non esitava ad impegnarsi, onde allontanare nel tempo il divisamento nemico. Accerchiato non desisteva dal combattimento e personalmente dirigeva il fuoco dei superstiti pezzi. Soverchiato dalla preponderanza dell’attaccante, con la batteria ridotta ad un pugno di uomini, ed egli stesso ferito, non rinunciava alla lotta che protraeva tenace fino al totale esaurimento di ogni mezzo di offesa. Catturato dopo strenua difesa, decedeva in seguito alla ferita riportata. A.S. – Ain-el-Gazala, aprile dicembre 1941.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume primo (1929-1941), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 784.