GENTILE Francesco

n. a Udine il 30 marzo 1930 (Wikipedia). Capitano carabinieri s.p.e. (servizio permanenete effettivo) IV Corpo d’Armata – Reparto speciale.

Figlio di Ufficiale Superiore dell’Esercito decorato di medaglia d’argento al v.m. (valore militare) nella prima guerra mondiale e caduto in combattimento sul fronte russo nel 1943, frequentò a Fano le scuole medie ed il ginnasio nel Liceo Nolfi. Allievo della Scuola Militare della Nunziatella a Napoli dal 1949, passò per concorso all’Accademia Militare di Modena nel 1951. Nominato sottotenente in s.p.e. nell’Arma di fanteria il 1° settembre 1953, frequentò la Scuola di Applicazione d’Arma di Torino e nel 1955 fu assegnato al 6° C.A.R. (Centro Addestramento Reclute) dove venne promosso tenente. Il 1° luglio 1956 fu trasferito al 60° reggimento fanteria e l’anno dopo passò al Centro Militare di Paracadutismo di Viterbo, conseguendo la qualifica di Paracadutista abilitato al lancio. Vincitore del concorso per il trasferimento nell’Arma dei Carabinieri nel 1958, sempre col grado di tenente, fu assegnato al Comando della Tenenza Interna 1^ e nel gennaio 1961 passò a disposizione della Legione Carabinieri di Livorno per il Reparto Carabinieri Paracadutisti dislocati a Pisa. Promosso capitano dal 24 maggio 1962 a seguito di vantaggio di carriera per aver superato il 17° corso di S.M. (Scuola di Guerra) alla Scuola di Guerra negli anni accademici 1963 -1966. Trasferito alla Compagnia Carabinieri di Sondrio della Legione di Brescia e successivamente comandato in servizio provvisorio presso la Legione Territoriale Carabinieri di Bolzano, l’8 settembre 1967 passò a disposizione della 1^ Divisione Carabinieri Pastrengo di Milano ed assegnato al comando di un reparto speciale antiterroristico.

Comandante di reparto speciale, da lui stesso meravigliosamente forgiato nello spirito e nella tecnica, per la lotta contro il terrorismo in Alto Adige, dava ripetute prove di capacità e di ardimento in numerose, rischiosissime azioni, condotte con esemplare cosciente sprezzo del pericolo in zone impervie di alta montagna, insidiate da dinamitardi. In occasione di un attentato terroristico in cui, dopo l’abbattimento di un traliccio, aveva perso la vita, per lo scoppio di una mina, un alpino essendo stato richiesto l’invio in zona di elementi specializzati del suo reparto, egli, intuiti i rischi e la gravità della situazione, si metteva volontariamente alla testa di alcuni dei suoi migliori uomini e si portava sul luogo dell’attentato, dove fermo e sereno di fronte al pericolo sempre incombente, dirigeva con perizia le operazioni. Mentre si accingeva a portare a compimento la rischiosa missione, l’esplosione di un ordigno subdolamente predisposto lo investiva in pieno, troncando la sua esistenza tutta dedicata al servizio ed alla Patria. Bellissima figura di soldato, fulgido esempio di virtù militari e di spirito di sacrificio. Cima Vallona (Alto Comelico), 25 giugno 1967. (D.P. 14 agosto 1967).


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume terzo individuali (1941-1981), [Tipografia Regionale], Roma, 1982, p.68. (D.P. 14 agosto 1967).