BADALINI Giovanni

n. 1916  a Chiaravalle (Ancona) . Tenente complemento A.A.r.n. (Arma Aeronautica ruolo naviganti), pilota.

Conseguì il diploma di perito industriale nel 1935 nell’Istituto industriale di Fermo e l’anno dopo si arruolò volontario nell’A.A. come allievo ufficiale pilota. Nell’Aeroporto di Pescara ottenne il brevetto di pilota d’aeroplano nel dicembre e la nomina a primo aviere pilota nel gennaio 1937. Alla Scuola di pilotaggio della Malpensa ottenne poi in agosto il brevetto di pilota militare e la nomina a sottotenente di complemento destinato al 10° stormo B.T. (Bombardamento Terrestre). Fu collocato in congedo nel 1938. Frequentò poi a Roma il corso di perfezionamento per piloti di linea. Richiamato nel giugno 1940 e promosso tenente, partecipò, dal primo giorno, alla seconda guerra mondiale col 50° gruppo autonomo B.T. ottenendo anche due encomi. Raccolto in mare dal nemico dopo il combattimento del 13 luglio 1943 rimpatriò dalla prigionia nell’ottobre successivo. Assegnato all’88° gruppo bombardamento notturno nel maggio 1944, passò nel luglio al 28° gruppo dello stormo Baltimore e fu collocato in congedo il 30 luglio 1945. E’ morto a Zerba (Piacenza) il 22 febbraio 1996.

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia d’Argento) (Cielo della Grecia, novembre 1940); M.A. (Cielo del Mediterraneo, giugno 1941 – giugno 1942); M.B. (Medaglia di Bronzo) (Cielo della Grecia e della Jugoslavia, febbraio – aprile 1941); Cr.g. al V.M. (Croce di guerra al Valore Militare) (Cielo del Mediterraneo, aprile -giugno 1941); Cr.g. al V.M. sul campo (Cielo del Mediterraneo, giugno 1942).

Pilota di eccezionale perizia, combattente arditissimo ed entusiasta, in linea dal primo all’ultimo giorno di guerra, facendo della sua missione di ufficiale un apostolato si prodigava in ogni più dura contingenza oltre il limite delle umane possibilità. Abbattuto in fiamme e ferito in durissimo combattimento veniva catturato dopo 15 ore di permanenza in mare col solo aiuto del salvagente. Dopo l’armistizio, allo scopo di partecipare alla liberazione del proprio paese, si offriva per una rischiosissima missione facendosi lanciare col paracadute in territorio italiano occupato dai tedeschi. Assolta la missione passava a piedi le linee e riprendeva il suo posto presso un reparto combattente contribuendo con estenuante e proficua opera in volo ed a terra alla rinascita dell’Arma. Il suo esempio perpetua le più fulgide virtù militari dei combattenti dell’aria. Cielo del Mediterraneo, agosto 1942 – maggio 1945.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 716.