AMICO Giuseppe

n. a Capua l’1 novembre 1890 (Wikipedia). Generale di Divisione, comandante la Divisione fanteria Marche.

Allievo dell’Accademia Militare di Torino dal novembre 1909 fu nominato sottotenente di artiglieria da campagna nel settembre 1911 e promosso tenente nel 1913, assegnato al 18° reggimento da campagna col quale entrò in guerra nel maggio 1915. Capitano nel settembre stesso anno passò al 31° reggimento artiglieria da campagna, quindi, nel 1916 al Comando della 4^ Divisione di cavalleria e poi al Comando del VII C.A. (Corpo d’Armata). Promosso maggiore a scelta nel luglio 1918. Negli anni 1920 e 1921 frequentò i corsi della Scuola di guerra ed ebbe poi l’incarico dell’insegnamento di storia militare, anche con la promozione a tenente colonnello, fino al 1928. Fu in Albania dal 1928 al 1931 con la Missione militare per le delimitazioni dei confini, quindi passò al 5° da campagna e nel 1935 con la promozione a colonnello assunse il comando del 10° reggimento artiglieria divisione fanteria. Nel febbraio 1937 prese parte alle operazioni militari in Spagna, comandante del reggimento artiglieria della Divisione Littorio e poi, nel 1938, dell’artiglieria del Corpo Truppe Volontarie. Rientrato in Italia nell’agosto 1939 fu capo di S.M. (Stato Maggiore) della 4^ (A.) Armata e poi della 7^ A. mobilitata all’inizio della 2^ guerra mondiale. Nel gennaio 1941 assunse il comando della Divisione fanteria Catanzaro in A.S. (africa Settentrionale) e nel luglio dello stesso anno la Divisione  Marche in Dalmazia, mantenendolo anche con la promozione a generale di Divisione.

Altre decorazioni: M.B. (Medaglia Argento) (Monfalcone, 1916); M.A. (Medaglia Argento) (Carso, 1916-1917); M.B. (Santander, 1937); M.A. (Spagna,. 1938); M.B. (Battaglia del Levante, 1938); gen. di Brig. per m.g. (generale di Brigata per meriti di guerra) (1938-1939); cav. O.M.S. (cavaliere Ordine Militare Savoia) (Balcania, 1941-1942).

Valoroso comandante di Divisione, all’atto dell’armistizio prendeva le necessarie disposizioni per sbarrare il passo a colonne germaniche, che di prepotenza volevano sopraffare la sua unità. Addivenuti, per ordine superiore, ad un accordo e rotto questo da parte germanica, veniva fatto prigioniero e condotto in caserma dove, liberato dai suoi uomini, arringava un battaglione e usciva con lo stesso all’attacco del comando del presidio tedesco che costringeva a ritirarsi. Non desisteva dall’azione che in seguito ad ordine del suo comandante. Catturato, veniva vilmente trucidato durante il trasferimento in luogo di prigionia. Col suo sacrificio suggellava un passato di valoroso combattente. Ragusa Silano, 9 -13 settembre 1943.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 306.