CALO’ Eugenio

n. a Pisa il 2 luglio 1906 (https://www.anpi.it/donne-e-uomini/633/eugenio-calo). Caporal maggiore fanteria, partigiano combattente.

Frequentata la Scuola di avviamento professionale a Firenze, lavorò per vari anni nell’azienda paterna fino a quando fu chiamato alle armi nel 1927. Assolti gli obblighi di leva nel 13° reggimento fanteria in Cosenza e congedatosi col grado di caporal maggiore, si trasferì ad Arezzo dove impiantò una modesta industria artigiana per la fabbricazione di attrezzi agricoli. Richiamato nell’agosto 1943 ed assegnato all’84° reggimento fanteria si trovava a Pistoia alla dichiarazione dell’armistizio. Portatosi in montagna ed unitosi alle formazioni partigiane operanti nel Casentino, fece parte in seguito della Divisione Pio Borri, della quale, successivamente, divenne vicecomandante.

Rispose pronto al grido della Patria; sapendo moglie e figli catturati, antepose all’amore per la famiglia la fede profonda negli ideali, supremi valori di libertà e di giustizia. Organizzatore e animatore instancabile, pur menomato nel fisico, dette tutto se stesso al consolidamento dei reparti partigiani, affrontando intrepido disagi gravissimi e rischi continui. Combattente, vicecomandante di Divisione partigiana affermava doti altissime di coraggio e di sprezzo del pericolo che specialmente brillarono nell’attraversare le linee germaniche con un folto gruppo di prigionieri che stavano per essere liberati, e consegnarli alle avanzanti truppe alleate. Catturato durante un attacco di sorpresa, interrogato e seviziato ferocemente conservò il più assoluto silenzio. Il nemico furente ne sotterrò il corpo ancor vivo. Esempio fulgido di dedizione totale alla grandezza d’Italia. Arezzo, ottobre 1943 -14 luglio 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 494.