CAMPIONI Inigo

campioni-inigo140n. a Viareggio (Lucca) il 14 novembre 1878 (Wikipedia). Ammiraglio di Squadra.

Allievo dell’Accademia Navale di Livorno dal novembre 1893, fu nominato guardiamarina nel settembre 1898 e promosso tenente di vascello nel novembre 1905. Partecipò alla guerra italoturca imbarcato sull’incrociatore Amalfi e alla guerra 1915 -18 sulla corazzata Cavour e sulla Doria per passare, dal settembre 1917, col grado di capitano di corvetta sul cacciatorpediniere Ardito al comando del quale si distinse in un combattimento navale in Alto Adriatico e, durante il ripiegamento sul Piave, nella protezione dei convogli. Capitano di fregata nel 1919 e capitano di vascello nel 1926, fu addetto navale a Parigi dal 1927 al 1929 e al ritorno in Patria comandò prima la Duilio indi, quale capo di S.M. (Stato Maggiore) della 1^ squadra navale, imbarcò sul Trieste; dal maggio 1930 al maggio 1931, ebbe il comando dell’incrociatore Trento. Promosso contrammiraglio nel 1932 e ammiraglio di divisione dal 1° luglio 1934, ricoprì la carica di capo gabinetto del Ministero della Marina fino al settembre 1935 quando assunse il comando della 5^ Divisione navale per la durata della campagna etiopica. Ammiraglio di squadra dal 21 settembre 1936 e sottocapo di S.M. della Marina dal 1938, un anno più tardi assunse il comando della la squadra navale e, imbarcato sulla Giulio Cesare prese parte con le sue unità, dopo l’entrata in guerra dell’Italia, agli scontri navali di Punta Stilo e di Capo Teulada. Dal dicembre 1940 fu nuovamente nominato sottocapo di S.M. della Marina e nel novembre del 1941 fu collocato in ausiliaria per età. Nominato Governatore delle Isole dell’Egeo e comandante delle Forze Armate di quel settore, fu catturato dai tedeschi dopo l’armistizio per la resistenza ad essi opposta e processato in seguito a Parma, venne fucilato il 24 maggio 1944. Dal 1939 era Senatore del Regno.

Altre decorazioni: M.B. (Medaglia di Bronzo) (Alto Adriatico, settembre 1917); Cr. g. al V.M. (Croce di guerra al Valore Militare)  (dicembre 1918); commendatore O.M.S. (Orsine Militare Savoia) (giugno 1940 – luglio 1941).

Governatore e comandante delle Forze Armate delle isole italiane dell’Egeo si trovava, nel cruciale periodo dell’armistizio, a capo di uno degli scacchieri più difficili, lontani e vulnerabili. Caduto in mano al nemico in seguito ad occupazione della sede del suo comando, rifiutava reiteratamente di collaborare con esso o comunque di aderire ad un Governo illegale. Processato e condannato da un tribunale straordinario per avere eseguito gli ordini ricevuti dalle Autorità legittime e per avere tenuto fede al suo giuramento di soldato, manteneva contegno fiero e fermo, rifiutando di firmare la domanda di grazia e di dare adesione anche formale alla repubblica sociale italiana, fino al supremo sacrificio della vita. Cadeva comandando lui stesso il plotone di esecuzione, dopo avere dichiarato che bisogna saper offrire in qualunque momento la vita al proprio Paese, perché nulla vi è di più alto e più sacro della Patria. – Egeo-Italia settentrionale, 1941 -1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 454.