CASCIONE Felice

n. a Porto Maurizio (Imperia) il 2 maggio 1918 (Wikipedia). Partigiano combattente.

Giovane sportivo, già campione di pallanuoto, laureatosi a Bologna in medicina e chirurgia nel 1942, esercitò la professione nella natia Imperia fino all’8 settembre 1943. Manifestata fin da quando era studente la sua avversione al fascismo, dopo la dichiarazione dell’armistizio, fu il primo garibaldino, l’iniziatore, il sostenitore e l’organizzatore del movimento insurrezionale nella vallata di Albenga finché divenne, col grado di tenente colonnello, il comandante delle formazioni partigiane della prima zona della Liguria.

Perseguitato politico, all’annuncio dell’armistizio iniziava l’organizzazione delle bande partigiane che sotto la sua guida ed al suo comando compirono audaci gesta per la redenzione della Patria. Arditi colpi di mano, atti di sabotaggio, azioni di guerriglia sulle retrovie nemiche lo videro sempre tra i primi, valoroso fra i valorosi, animatore instancabile, apostolo di libertà. Ferito in uno scontro contro preponderanti forze nazifasciste rifiutava ogni soccorso e rimaneva sul posto per dirigere il ripiegamento dei suoi uomini. Per salvare un compagno che, catturato durante la mischia, era sottoposto a torture perché indicasse chi era il comandante, si ergeva dal suolo ove giaceva nel sangue e fieramente gridava: Sono io il capo. Cadeva crivellato di colpi immolando la vita in un supremo gesto di abnegazione. Val Pannevaire, 27 gennaio 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 369.