CELIO Mario

n.  a Avezzano (L’Aquila) il 21 gennaio 1921 (Wikipedia). Soldato fanteria carrista, partigiano combattente.

Arruolato nel gennaio 1941 nel 31° reggimento fanteria carristi, nell’aprile 1942 fu assegnato al II battaglione carri M/13 del 133° carristi della Divisione Littorio allora impegnata in A.S. (Africa Settentrionale). Raggiunto il reparto il 3 maggio, il 7 agosto successivo era ferito da scheggia di mina a Tobruk e tre giorni dopo rimpatriava con la nave ospedale Gradisca. Alla data dell’armistizio trovavasi ad Avezzano in licenza di convalescenza e fu tra i primi a svolgere attività clandestina di resistenza riportando anche molteplici ferite ad una gamba in un’azione per impossessarsi di un autocarro tedesco carico di munizioni. Spostatosi nel maggio 1944 nella zona dell’Aquilano, entrò a far parte del gruppo La Duchessa con lo scopo di liberare i detenuti politici rinchiusi nelle carceri di Avezzano e destinati alla deportazione in Germania. Fu catturato in seguito a delazione e fucilato a L’Aquila.

Magnifica figura di intrepido combattente attaccava da solo, in diverse occasioni, soverchianti forze nemiche, infliggendo sempre a queste gravi perdite in uomini e materiali. Gravemente ferito veniva catturato e condannato a morte. Riuscito ad evadere riprendeva la lotta; catturato una seconda volta e nuovamente evaso, ritornava a combattere. Nel corso di un’audace impresa da lui organizzata per liberare alcuni partigiani dal carcere in cui erano detenuti, scoperto e circondato dalle guardie armate, apriva contro queste il fuoco abbattendone due e ferendone altre, finché dopo strenua lotta, esaurite le munizioni, veniva per la terza volta catturato. Sottoposto a torture e sevizie teneva contegno fiero e superbo; condannato a morte affrontava il plotone di esecuzione con il coraggio degli stoici e la serenità dei martiri più puri. Zona Abruzzese, settembre 1943 – 31 maggio 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 454.