CONTE Nicola

conte-nicola171n. a  Tripoli il 15 aprile 1920 (Wikipedia). Sottotenente di vascello s.p.e. M.M. (servizio permanente effettivo Marina Militare).

Ultimato il liceo scientifico nel Collegio Militare di Roma, entrò nell’ottobre 1938 all’Accademia Navale di Livorno e nel 1941 venne nominato guardiamarina. Sottotenente di vascello nel 1942, partecipò alla seconda guerra mondiale imbarcato prima sulla corazzata Littorio e poi sulla Vittorio Veneto fino al maggio 1942. Da tale data venne destinato, a domanda, al Reparto operativo subacqueo della X flottiglia M.A.S. (Motoscafo Armato Silurante) ed ottenuto il brevetto di sommozzatore e l’abilitazione allo impiego dei siluri a lunga corsa rimase nella specialità fino alla dichiarazione dell’armistizio. Rifiutò di collaborare con le forze tedesche prendendo parte attiva al fronte clandestino della Regia Marina; nel giugno 1944 si presentò al Centro Marina a Roma e fu destinato al Gruppo mezzi d’assalto – Reparto subacqueo – alle dipendenze del capitano di vascello Forza. Fu protagonista nelle acque di Genova, assieme al sottocapo palombaro Marcolini, dell’impresa che portò all’affondamento della portaerei Aquila – già motonave Roma – destinata dal comando tedesco ad ostruire l’entrata del porto. Ottenne poco dopo la promozione a tenente di vascello con avanzamento per m.g. (meriti di guerra) ed anzianità 16 novembre 1944. Dall’ottobre 1945 al 1947 fu destinato al Centro subacqueo di Taranto per le operazioni di sminamento subacqueo dei porti e delle coste dell’Alto Adriatico. Collocato in aspettativa nel 1948 per infermità provenienti da cause di servizio, dal 15 ottobre 1951 fu collocato in congedo assoluto; iscritto nel R.O. (Ruolo d’Onore) e promosso capitano di corvetta. E’ morto a Roma il 15 aprile 1976 (Wikipedia).

Altre decorazioni: Avanzamento per m.g. nel grado di tenente di vascello (1944).

Operatore volontario nei mezzi d’assalto, sorpreso dall’armistizio in territorio occupato, ricongiuntosi ai compagni d’arme per rinnovare le gesta che già tanta gloria avevano dato alla Regia Marina, otteneva di partecipare ad ardita operazione di forzamento di porto nazionale della zona occupata, benché a conoscenza che il materiale da impiegare fosse ormai poco efficiente e conscio di affrontare in caso di cattura l’estremo sacrificio. Con abilità somma, sorretta da mirabile freddezza, indomita decisione e temerario coraggio, superava le ostruzioni attentamente vigilate, attaccava con successo l’obiettivo, riuscendo poi a rientrare incolume sull’unità che lo aveva trasportato ndle acque foranee del porto. Con questa azione che sollevava l’ammirazione nei compagni d’arme della Regia Marina e delle Nazioni Unite e risparmiava ulteriori gravi offese ad uno dei maggiori centri marittimi nazionali, già tanto provato, recava in un momento particolarmente difficile nuova gloria alla Marina ed alla Patria. Esempio mirabile di elette virtù di soldato. Acque di Genova, notte sul 19 aprile 1945.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 672.