FANCIULLACCI Bruno

n. a Pieve a Nievole (Pistoia) il 13 novembre 1919 (https://www.treccani.it/enciclopedia/bruno-fanciullacci_(Dizionario-Biografico)/). Partigiano combattente.

Stabilitosi a Firenze con la famiglia, vi frequentò le scuole elementari ed ultimatele si avviò al lavoro spinto dalle ristrettezze economiche in cui versavano i genitori. Impiegato prima in un albergo della città come ragazzo di faticà, divenne, poi parrucchiere. Per i suoi ideali politici subì persecuzioni e condanne. Liberato dal confino, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, non tardò ad aggregarsi nelle formazioni della resistenza, arruolandosi nei G.A.P. (Gruppo Azione Partigiana) della Brigata Garibaldi di Firenze. Comandante di distaccamento col grado sottotenente, fu poi nominato commissario politico di battaglione con la qualifica di tenente, dall’aprile 1944. Cadde il 17 luglio successivo.

Reduce dal confino per motivi politici, l’8 settembre 1943 iniziò la sua attività partigiana compiendo audaci atti di sabotaggio e temerari colpi di mano che disorientarono l’avversario. Arrestato una prima volta e ridotto in fin di vita dalle pugnalate infertergli dalla sbirraglia, veniva salvato dai compagniaccorsi generosamente a liberarlo. Ripreso, ancora convalescente, il suo posto di lotta, veniva nuovamente arrestato. Venuto a conoscenza che le SS. nazi-fasciste erano in possesso di documenti compromettenti la vita dei suoi compagni, tentava con somma audacia di saltare da una finestra per avvertirli del pericolo che incombeva su loro, ma nel compiere l’atto veniva raggiunto da una raffica di mitra che gli stroncava la vita. Firenze, settembre 1943luglio 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 509.