GAMERRA Gian Paolo

n. a Torino il 2 luglio 1907 (Wikipedia). Maggiore s.p.e. (servizio permanente effettivo), 5° reggimento artiglieria Superga.

Figlio del generale d’artiglieria Emilio e nipote di valoroso ufficiale dei bersaglieri, dopo aver prestato servizio di prima nomina come sottotenemte di complemento nel 28° artiglieria da campagna, entrò il 15 ottobre 1927 come allievo nell’Accademia di artiglieria e genio uscendone sottotenente effettivo d’artiglieria due anni dopo. Destinato al 5° da campo al termine del corso d’applicazione d’arma, e promosso tenente, fu per qualche tempo al gruppo scuola del 13° artiglieria a Civitavecchia. Trasferito nell’agosto 1936 all’Accademia di Torino come insegnante, vi rimase anche da capitano fino al giugno 1940 allorché, col 5° reggimento artiglieria Superga, partecipò alle operazioni di guerra sul fronte occidentale. Promosso maggiore dal 1° gennaio 1942, comandò il III gruppo da 75/13 col quale, aggregato al 4° artiglieria della Divisione Bergamo, partecipò alle operazioni in Balcania fino al giugno dello stesso anno. Rientrato al 5° reggimento Superga, assumeva il comando del IV gruppo da 100/17. L’armistizio dell’8 settembre 1943 lo trovò, col suo gruppo in Toscana, alle dipendenze della 216^ Divisione costiera.

Altre decorazioni: Cr. g. al V.M. (Croce di guerra al Valore Militare) (Alta Valle del Frejus, 21-24 giugno 1940).

Mentre accorreva con il suo gruppo privo di scorta a sostenere reparti duramente impegnati coi tedeschi, scontratosi con soverchianti forze corazzate germaniche e ricevuta intimazione dal comandante di queste di consegnare le armi e gli automezzi, opponeva un fiero e deciso rifiuto. Attaccato d’improvviso con mitragliatrici e cannoni, accettava l’impari lotta ed opponeva con ogni mezzo accanita resistenza, guidando i suoi artiglieri con la voce e con l’esempio in una lotta disperata. Cadeva colpito a morte col nome d’Italia sulle labbra, fedele al suo giuramento di soldato, abbracciato alla mitragliatrice che egli stesso faceva funzionare, avendo sostituito il mitragliere mortogli accanto. Pura affermazione, nel tragico momento che la Patria attraversava, del sentimento del dovere dell’Ufficiale italiano al servizio di un ideale e promessa luminosa per l’avvenire d’Italia. Stagno (Livorno), 9 settembre 1943.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 290.