GHERZI Luigi

n. a Lu (Alessandria) il 27 settembre 1889 (Wikipedia). Generale di Brigata s.p.e. (servizio permanente effettivo).

Diplomatosi ragioniere a Novara nel 1909 e chiamato alle armi nello stesso anno, partecipò come sottotenente di complemento al 24° reggimento fanteria alla campagna libica conseguendovi la nomina ad effettivo nel 53° fanteria. Tenente nel luglio 1915 e capitano dal 1° novembre dell’anno stesso, disimpegnò durante la prima guerra mondiale importanti incarichi presso il Comando Supremo. Ammesso nel 1924 alla Scuola di guerra e promosso maggiore nel 1927, prestò servizio come ufficiale di S.M. (Stato Maggiore) presso il Comando della Divisione di Novara fino al 1930 allorché, trasferito nel Corpo di S.M., fu destinato in Tripolitania. Promosso tenente colonnello nell’aprile 1931, comandò per qualche tempo il II battaglione cacciatori per passare nel 1934 al 1° reggimento d’Africa. Colonnello dal 1° settembre 1937, rimpatriò per assumere il comando del 68° fanteria che tenne fino al 1939 quando venne nominato capo di S.M. della Divisione Assietta con la quale entrò in guerra nel giugno 1940 sul fronte occidentale. Nel giugno 1942 fu destinato a Firenze al Comando della Difesa territoriale e promosso generale di Brigata poco dopo, assunse il comando della fanteria della Divisione Murge allora impegnata nei territori ex jugoslavi. Esattamente un anno dopo assumeva il comando della fanteria della Divisione Acqui che presidiava l’isola di Cefalonia.

Comandante di fanteria di una Divisione dislocata oltremare, nella difficile situazione politico-militare conseguente all’armistizio, affiancava con fermezza il suo comandante nell’attuare la decisione di non cedere le armi, pur conscio di tutte le conseguenze che tale decisione comportava. Iniziatasi la lotta, fu sempre sulla linea di combattimento in mezzo ai suoi fanti, che, forte del suo alto prestigio, incitava con azione energica alla resistenza ad oltranza, costante esempio di cosciente valore. Catturato dai tedeschi al suo posto di comando tattico, fu soppresso tra i primi, perché ritenuto responsabile dell’atteggiamento ostile delle nostre truppe. Affrontò la fine con grande serenità e fierezza e con espressioni di disprezzo per i suoi esecutori, concludendo in modo mirabile la lunga vita di dedizione al dovere ed alla Patria ed assurgendo, per quelli che nel tragico epilogo della vicenda lo seguirono nel sacrificio, per i superstiti e per le generazioni future, ad ,eroico simbolo dell’onor militare. Cefalonia, 9-22 settembre 1943.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 323.