LA BARBA Trentino

n. 1915 Lanciano (Chieti). Patriota, raggruppamento bande patrioti Gran Sasso.

Nato da famiglia di agricoltori, ultimate le elementari scelse il mestiere di cordaio. Chiamato per il servizio di leva nell’aprile 1938 e destinato al 14° reggimento fanteria Pinerolo, fu assegnato nel luglio dell’anno successivo al IX battaglione mitraglieri col quale partì per l’Albania. Dal marzo 1940 passò al XXI battaglione mitraglieri del 226° fanteria della Divisione Arezzo, col quale partecipò, dal 28 ottobre, alle operazioni di guerra svoltesi alla frontiera greco-albanese. Rimpatriato nell’aprile 1941, per malattia, riprese servizio soltanto nel settembre 1942 presso il deposito reggimentale in Molfetta. Catturato in seguito agli avvenimenti sopraggiunti all’armistizio dell’8 settembre 1943, riuscì ad evadere e a raggiungere le montagne del lancianese dove si aggregò ad una banda partigiana che prese poi il suo nome.

Nobilissima tempra di patriota, si votava tra i primi con purissima fede e straordinario coraggio alla lotta armata contro l’aggressione nazi-fascista. Sfuggito dalla prigionia in Germania e rientrato in Lanciano aderiva con entusiasmo al movimento insurrezionale lancianese. Durante un’azione di sabotaggio che aveva procurato gravi danni al nemico, dopo aver brillantemente dimostrato coraggio e personale valore, veniva catturato. Sottoposto ad estenuanti interrogatori e torture, non rivelava i nomi dei capi del movimento chiudendosi in un generoso mutismo. Il suo fiero contegno esasperava gli aguzzini che barbaramente gli strappavano gli occhi prima di trucidarlo. Eroico luminoso esempio di virtù militari e di assoluta dedizione alla Patria. Lanciano, 6 ottobre 1943.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 342.