Lauri Furio

n. a  Zara l’11 ottobre 1918  (https://www.nove.firenze.it/a210111206-aeronautica-e-deceduto-furio-lauri.htm). Tenente cpl. A.A.r.n. (complemento Arma Aeronautica ruolo naviganti), pilota.

Conseguita la maturità classica nel Liceo Dante Alighieri di Trieste nel 1936, si laureò in giurisprudenza nel giugno 1940 in quella Università. Già in possesso del brevetto di pilota civile di 1° grado, fu incorporato per gli obblighi di leva nell’A.A. ed alla Scuola di pilotaggio di Castiglione del Lago ottenne nell’agosto 1939 il brevetto di pilota militare e la nomina a sottotenente di complemento. Trasferito al 151° gruppo autonomo C.T. (Caccia Terrestre) partecipò dal giugno 1940 alle operazioni di guerra svoltesi nel Mediterraneo e in Africa Settentrionale e fu fra i primi a sperimentare la caccia notturna su allarme. Dalla fine del 1941 all’agosto 1942 fu sul fronte aereo della Sicilia. Passò poi nell’aeronautica della Grecia col 53° stormo C.T. dove rimase fino al novembre dello stesso anno conseguendo la promozione a tenente. Infine, trasferito all’aeronautica della Tunisia nel gennaio del 1943, fu abbattuto in combattimento il 22 dello stesso mese e rientrò in Patria a causa delle ferite riportate. L’8 settembre 1943 si trovava a Trieste in licenza di convalescenza. Portatosi al più vicino aeroporto, per raggiungere il proprio reparto, dovette sostare forzatamente a Roma. Dopo aver preso parte ai combattimenti svolti si a Porta S. Paolo, organizzò un gruppo di volontari che operò contro i tedeschi nella zona di Monte Gennaro. Liberata Roma e messosi a disposizione dello S.M. (Stato Maggiore) dell’Aeronautica, venne incaricato della organizzazione di un servizio di rifornimento aereo ai partigiani combattenti sull’Appennino. Atterrando egli stesso più volte dietro le linee nemiche, portò a termine ben cinque pericolose missioni informative, di cui una che contribuì a salvare il porto di Genova dalla distruzione. Promosso capitano nel 1946 venne congedato nel 1947 e successivamente promosso maggiore nella riserva di complemento. Esercita la professione di avvocato a Roma ed a Trieste ed è Presidente di una Società di Costruzioni Aeronautiche. Muore a Firenze l’11 ottobre 2002 (https://www.nove.firenze.it › a210111206-aeronautica-…).

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia d’Argento) sul campo (Cielo della Marmarica, giugno – ottobre 1940); M.A. (Cielo. del Mediterraneo e dell’A.S. (Africa Settentrionale), novembre 1940 marzo 1941); Cr. g. al V.M. (Croce di guerra al Valore Militare) (Cielo di Cameri, agosto 1940).

Ufficiale pilota animato da purissimo amor patrio, all’atto dell’armistizio, ancora convalescente di ferite di guerra, non esitava ad abbandonare la sua città natale per portarsi in volo a Roma dove partecipava ai combattimenti di Porta S. Paolo. Successivamente si faceva animatore della resistenza capeggiando una esigua schiera di sabotatori annidatisi sul monte Gennaro. Sfuggito al rastrellamento di detta località, raggiungeva ancora una volta Roma e, ad avvenuta liberazione, con velivolo disarmato e di scarsa velocità atterrava in zone impervie a tergo del nemico onde raccogliere notizie preziose per lo sviluppo delle operazioni e trasportare alcuni feriti gravi e prigionieri. Di particolare utilità quelle che consentivano di prevenire la distruzione di Genova. In critiche circostanze, assistito dal suo coraggio e dalla sua perizia, riusciva sempre a portare a termine le missioni affidategli pur sapendo di essere attivamente ricercato e consapevole dell’avvenuta cattura dei genitori. Cielo dell’Italia occupata, 8 settembre 1943 – 17 aprile 1945.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 669.