MANCI Giannantonio

n. a Trento il 14 dicembre 1901 (Wikipedia). Capitano complemento fanteria (alpini), partigiano combattente.

Volontario nella guerra 1915-18, si arruolò nell’agosto 1918 nei reparti metropolitani in Libia. Inviato poi a Caserta alla Scuola allievi ufficiali di complemento e nominato sottotenente, fu assegnato, nel maggio 1919, al battaglione Brenta del 6° alpini. Congedato nel luglio successivo e stabilitosi a Trento, si diplomava in ragioneria, e, in seguito, dedicava la sua attività alla professione libera, assumendo rappresentanze di varie ditte commerciali. Più volte richiamato in servizio per istruzione, fu promosso tenente nel 1930 e capitano nel 1940. Dal 1° marzo al 24 agosto del 1941, prestò per l’ultima volta servizio militare presso il deposito dell’11° reggimento alpini in Trento. Dopo l’armistizio fu capo intrepido del movimento insurrezionale nel Trentino.

Educato alla scuola dei sommi apostoli dell’irredentismo, fece suo il credo che rese bello il morire per la Patria. Animatore e trascinatore di popolo, seppe fondere energie e volontà per la redenzione dell’Italia da asservimenti e tirannidi. Nel nuovo risorgimento italiano, seguendo gli ammaestramenti degli avi, prese il posto additatogli dai martiri che lo precedettero nel sacrificio. Vile delazione lo dava nelle mani dei nemici che invano frugarono il nobile animo e piuttosto che procurare ad essi la sadica gioia di vederlo lentamente morire, dalla finestra della prigione si lanciava a capofitto nel vuoto bagnando col sangue generoso la terra della Patria, che dal vermiglio amplesso fu fecondata per le future glorie. Bolzano, 6 luglio 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 492.