OLIVETTI Vito

nasce il 24 giugno 1925 a San Giorgio in Bosco (Padova) (https://it.wikipedia.org/wiki/Vito_Olivetti). Partigiano combattente.

Compiute le classi medie inferiori, conseguì nell’Istituto Camerini Rossi di Padova il diploma di disegnatore. Dopo la dichiarazione dell’armistizio dell’8 settembre 1943 partecipò alla lotta clandestina di resistenza in Padova. Aggregatosi alla formazione partigiana Brigata D. Chiesa, nella zona del Grappa, fu nominato comandante di squadra dal 1° aprile 1944 e dal 1° ottobre dello stesso anno comandante di distaccamento. Ferito gravemente agli occhi con perdita della vista nel combattimento del 29 aprile 1945 in località Maglio di Galliera Veneta, dopo lunga degenza ospedaliera, nel giugno 1948 fu dispensato dal compiere il servizio militare per aver partecipato come volontario combattente alla lotta di liberazione. Collocato in congedo assoluto nel marzo 1962 ed iscritto nel R.O. (Ruolo d’Onore), in pari data venne nominato sottotenente di complemento di fanteria. Muore a San giorgio in Bosco il 29 gennaio 1917 (https://it.wikipedia.org/wiki/Vito_Olivetti).

Entrato fin dall’inizio del movimento clandestino di liberazione a far parte delle formazioni partigiane, non conobbe soste e mai dette tregua al nemico. Nei giorni della riscossa si offrì volontario per individuare un appostamento tedesco che ostacolava il transito su una rotabile di grande comunicazione e, seguito da un solo compagno, riusciva a scoprire la casamatta in cemento armato in cui il nemico era annidato. Fatto segno ad intenso fuoco veniva colpito in fronte da un proiettile che gli asportava gli occhi e nonostante la grave ferita ed il dolore cocente continuava a sparare per indicare ai compagni accorsi la direzione dell’appostamento avversario. Brancolando nel buio per la mutilazione subita, si dichiarava fiero di aver offerto la vista per la redenzione della Patria. Zona del Grappa, settembre 1943aprile 1945.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 701.