SANITA’ Donato

nasce il 12 marzo 1917 a Tolve (Potenza) (https://it.wikipedia.org/wiki/Donato_Sanit%C3%A0). Aiutante di battaglia paracadutista, Stato Maggiore Generale – S.l.M. (Servizio Informazioni Militari), sezione Calderini.

Di famiglia di agricoltori dopo aver frequentato il primo corso dell’Istituto magistrale si arruolò nell’Esercito nel maggio 1938. Assegnato al 7° deposito guardia alla frontiera e promosso sergente nel novembre 1939, dopo la dichiarazione di guerra partecipò, dall’11 giugno 1940, ai combattimenti sul fronte occidentale e dall’aprile 1941 a quelli svoltisi sul fronte orientale. Promosso sergente maggiore alla fine dell’anno, ottenne di essere trasferito nella specialità paracadutisti e dopo aver frequentato l’apposito corso fu assegnato nel maggio 1942 al deposito del 1° reggimento paracadutisti. Assunto in forza dal 66° reggimento fanteria motorizzato Divisione Trieste, partì per l’A.S. (Africa Settentrionale) nell’ agosto dello stesso anno. Ferito una prima volta nell’ottobre 1942, riprese servizio nell’aprile 1943 nel battaglione Folgore della Divisione Trieste dove fu promosso aiuto di battaglia. Rimpatriato per malattia, fu assegnato in settembre al deposito paracadutisti in Viterbo dove si trovava alla data dell’armistizio. Presentatosi al Comando tappa di Brindisi in ottobre venne assegnato al 185° battaglione paracadutisti Nembo del Corpo Italiano di Liberazione. Gravemente ferito il 7 febbraio 1944 e ricoverato nell’ospedale civile di Chieti, dopo alterni e lunghi periodi trascorsi in luoghi di cura e in centri per mutilati, fu collocato in congedo assoluto nel marzo 1948. Trasferitosi a Cava dei Tirreni (Salerno) è stato eletto consigliere comunale nelle elezioni amministrative del 1959.

Altre decorazioni: aiuto di battaglia per meriti di guerra (aprile 1943).

Sottufficiale animato di ardentissimo amor di Patria, da elevato spirito di sacrificio e da assoluta dedizione al dovere, aveva già ottenuto una promozione ad aiutante di battaglia per merito di guerra, due medaglie d’argento e due croci al valor militare. L’8 settembre 1943 lo trovò nella zona di Viterbo in cattive condizioni di salute per i gravi disagi sofferti. Chiaritasi la situazione, attraversando la linea di combattimento, raggiunse il territorio liberato per continuare a servire la Patria. Si offriva quindi volontario per una rischiosa missione di guerra in territorio italiano occupato dai tedeschi. Malgrado i disagi e le difficoltà di ogni genere con ammirevole ardimento e somma accortezza, assolse brillantemente il compito assegnatogli. Si accingeva quindi ad attraversare le linee, ma sorpreso e ferito da una pattuglia tedesca e travolto poi da una mina rimase alcuni giorni tra vita e morte. Soccorso infine e sottoposto all’amputazione della gamba sinistra e del piede destro sopportò le gravissime sofferenze con sereno stoicismo. Giunte nella zona le truppe liberatrici, agli ufficiali che lo visitavano, immemore del sacrificio della fiorente giovinezza, manifestava una sola speranza, chiedeva un solo premio: servire la Patria, servirla ancora, devotamente. Fulgido esempio di completa dedizione al dovere. Zona di Ancona (Chieti), gennaio-giugno 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 487.