ASTRUA Danilo

n. 1913 Graglia (Vercelli). Capitano s.p.e.(servizio permanente effettivo), 2° reggimento alpini.

Studente in lettere nell’Università di Torino, si arruolò volontario nel novembre 1933 come allievo ufficiale nella Scuola di Milano e nel giugno dell’anno successivo venne nominato sottotenente. Assegnato al 3° reggimento alpini, fu collocato in congedo nel gennaio 1935. Pochi mesi dopo, richiamato ed assegnato alla 614^ compagnia mobilitata del 7° alpini, partì per l’A.O. (Africa Orientale) dove rimase fino all’ottobre 1936. Rimpatriato per ferita riportata in combattimento, fu destinato al 2° alpini, nel battaglione Borgo San Dalmazzo, col quale entrò in guerra col grado di tenente nel giugno 1940, prima sul fronte occidentale e poi, dal novembre, sul fronte greco-albanese. Promosso capitano nel gennaio 1942, alla fine dello stesso anno, il 6 dicembre, partiva per la Russia al comando della 15^ compagnia.

Altre decorazioni: sottotenente in s.p.e. per meriti di guerra (Amba Uork, 1936).

Comandante ardito e capace, costituiva della sua 15^ compagnia alpini Borgo S. Dalmazzo un solido ed aggressivo strumento di guerra. Tenace difensore delle posizioni sul Don le lasciava per ultimo costituendo la retroguardia del  reggimento alpini durante la tragica manovra di ripiegamento. Incalzato da forze preponderanti, le conteneva impegnandole in successive audaci azioni sanguinose, realizzando concreti successi. Delineatasi la crisi, durante un violento combattimento tendente ad aprire un varco attraverso l’accerchiamento nemico, con perizia e superbo valore, trascinava i suoi alpini stremati di forze su munitissime posizioni riuscendo, dopo cruenta lotta, a sloggiare i difensori numericamente superiori. In seguito, benché ferito, riuniva i gloriosi superstiti di tutte le compagnie del battaglione, ne assumeva il comando e, galvanizzandoli col suo eroico esempio, al grido di Avanti, Borgo li portava audacemente all’attacco di posizioni difensive, le superava e catturava armi individuali e di reparto che subito volgeva contro il nemico in fuga. Contrattaccato in forze, reagiva indomito. Nuovamente ferito, persisteva con stoica fermezza nel rinnovare violenti contrassalti che protraeva imperterrito finché cadeva colpito in fronte tra i suoi alpini, perpetuandone, con la sua saldezza, le tradizioni di gloria. Fronte russo, 1620 gennaio 1943.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 178.