BERTOLOTTI Luciano

n. 1915 Trigolo (Cremona). Capitano s.p.e. (servizio permanente effettivo), 9° reggimento alpini.

Uscito nel 1937 dall’Accademia Militare dì Modena sottotenente in s.p.e. di fanteria nella specialità alpini e frequentata la Scuola di applicazione d’arma, venne assegnato al 7° reggimento alpini dove conseguì la promozione a tenente nel 1939. Prese poi parte nel giugno 1940 alle operazioni militari contro la Francia riportando una ferita in combattimento e, dal novembre dello stesso anno, a quelle svoltesi contro la Grecia col battaglione Belluno. Ammalatosi, appena convalescente, riprese servizio, sempre in Albania, nel battaglione Val Cismon del 9° alpini, rimpatriando con questo nel marzo 1942. Nell’agosto successivo partiva per la Russia.

Altre decorazioni: M.B. (Medaglia Bronzo) (Fronte greco, febbraio 1941); Cr.g. al V.M. (Croce di guerra al Valore Militare) (Col du Mont la Motte, giugno 1940).

Valoroso reduce di altri fronti, assunto il comando della 264^ compagnia del Val Cismon, si impone alla generale considerazione, per spiccata capacità organizzativa e direttiva, indomito spirito combattivo, assoluta dedizione al dovere. Con mezzi inadeguati e in precarie condizioni ambientali, affronta con stoica fermezza, l’aggressività di preponderanti agguerrite forze. In tragiche alterne vicende belliche, culminanti nel tempo e nello spazio in vigorose audaci offensive, in sanguinose resistenze protratte con inflessibile tenacia fino all’arma bianca, in tormentosi ripiegamenti compiuti sotto la pressione incalzante di implacabile nemico, riesce sempre ed ovunque ad alimentare col suo eroico esempio leggendarie reazioni, primo tra i suoi alpini che lo seguono, benché sfiniti, affascinati da tanta potenza trascinatrice che li guida, in più riprese, a insperati concreti successi. Delineatasi la crisi, decimato, con scarse munizioni e viveri, quando ormai tutto crolla inesorabilmente intorno a lui non dispone che di un pugno di valorosi superstiti, si impegna in titanica cruenta lotta corpo a corpo, e fuso ad essi, scompare nella furibonda mischia simbolo di sovrumane virtù militari. Fiero alpino, ha perpetuato le glorie del Corpo e le gesta eroiche del padre e del fratello caduti combattendo per la grandezza della Patria. Fronte russo, 24 dicembre 1942-21 gennaio 1943.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 191.