COLINELLI Federico

n. 1914 Torino. Sottotenente complemento, 9° reggimento alpini.

Studente universitario a Trieste della facoltà di ingegneria, interruppe gli studi nel 1935 per arruolarsi volontario nel VI battaglione mitraglieri CC. NN. (Camicie Nere) in partenza per l’A.O. (Africa Orientale). Rimpatriato dopo il conflitto etiopico, nel luglio 1936, e nominato sottotenente di complemento venne assegnato al 9° reggimento alpini dal quale fu congedato nel gennaio 1937. Richiamato nel gennaio 1941, nell’agosto successivo partiva col reggimento per la Russia. Durante l’offensiva sovietica sul Don si distinse alla testa della 59^ compagni del battaglione Vicenza nei fatti d’arme del 24 e del 30 dicembre 1942. Ricoverato all’ospedale di Rossoch in seguito alle gravi ferite riportate a Seleni Jar, e rimpatriato con treno ospedale veniva ricoverato nell’ospedale militare di Bologna, ove decedeva il 28 gennaio 1943. Al fratello, disperso in combattimento sullo stesso fronte, fu conferita la M.A. al V.M. (Medaglia Argento al Valore Militare) alla memoria.

Già volontario di guerra in terra d’Africa, otteneva dopo insistenti richieste di essere inviato sul fronte russo. Comandante di compagnia, le infondeva tutto il suo giovanile entusiasmo e la sua ardente fede, facendone un vibrante strumento di guerra. Impegnato in aspro combattimento offensivo guidava con valore e perizia il reparto trascinando i suoi alpini galvanizzati dall’eroico esempio del loro comandantefin sulle munite posizioni nemiche annientandone i difensori, numericamente superiori. In successiva azione, attaccato da rilevanti forze corazzate nemiche seguite da fanterie, sprezzante di ogni pericolo, sempre presente ove più cruenta era la mischia, accettava l’impari lotta e, malgrado le gravissime perdite subite, riusciva a fermare l’ondata nemica attaccante contrassaltandola subito dopo alla testa degli eroici superstiti. Colpito mortalmente e trasportato a forza ad un posto di medicazione, si preoccupava solo del proprio reparto e che la notizia della sua morte venisse celata al fratello, comandante di batteria alpina operante sullo stesso fronte, affinché potesse continuare sereno e preciso il suo tiro. Nella lunga e dolorosa agonia un solo pensiero: I suoi alpini; un solo desiderio: Ritornare in linea. Sublime esempio di fermezza, di fede, di eroica abnegazione. Fronte russo, Ovest di quota 205, 6, 24 dicembre 1942; Quadrivio di Seleni Jar, 30 dicembre 1942.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 156.