CUSTOZA Massimiliano

n. 1897 Roverbella (Mantova). Tenente colonnello s.p.e. (servizio permanente effettivo) cavalleria, reggimento Lancieri di Novara.

Appartenente a nobile famiglia mantovana, cavaliere  del S.M.O. (Sovrano Militare Ordine) di Malta, fu ammesso nel 1914 alla Scuola Militare di Modena e nel 1916 a 19 anni, fu nominato sottotenente di cavalleria. Dopo avere partecipato alla prima guerra mondiale col Reggimento Lancieri di Vercelli, fu trasferito nel 1920 al Nizza Cavalleria. Nel 1924 ottenne il brevetto di osservatore dall’aeroplano e, l’anno dopo, passò a domanda allo squadrone corazzieri. Ritornò al Nizza Cavalleria con la promozione a capitano nel 1928 assumendo il comando dello squadrone mitraglieri. Prestò poi servizio prima al Comando del C.d’A. (Corpo d’Armata) di Torino quale ufficiale addetto e poi, con la promozione a maggiore a scelta speciale, al Comando designato di Armata in Verona. Promosso tenente colonnello nel gennaio 1940, fu trasferito al Reggimento Lancieri di Novara dove assumeva il comando di un gruppo squadroni. Il 24 luglio 1941 partiva col reparto per la Russia dove prese parte con la Divisione celere alle battaglie di Stalino, Gorlowka e Rikowo nell’autunno 1941. Ferito gravemente al petto e all’addome nel combattimento del 21 febbraio 1942, decedeva durante la notte successiva.

Altre decorazioni: M.B. (Medaglia Bronzo) (Fronte russo, 4 ottobre 1941).

Intrepido comandante di gruppo di cavalleria, altre volte distintosi per valore; suscitatore di entusiasmo, ferito gravemente da raffica di mitragliatrice mentre, sprezzante del pericolo, alla testa dei reparti, attaccava una forte posizione nemica, rimaneva al proprio posto e continuava la lotta che, per il sopraggiungere di nuove forze avversarie, diventava sempre più violenta. Solo il giorno dopo ed in seguito ad intervento di un superiore, acconsentiva di essere ricoverato in un ospedale da campo, che abbandonava poi volontariamente, contro il parere dei medici, per raggiungere il suo reparto, che sapeva nuovamente impegnato in aspro combattimento. Ferito una seconda volta e mortalmente, impossibilitato a muoversi e conscio ormai dell’imminente fine, continuava ad incitare i suoi uomini e si rammaricava di non poter seguire l’azione. Spirava il giorno successivo, in luogo di cura, dopo stoico comportamento. Esempio di elevate virtù militari e di ardimento. Klinowy Tscherwony (Fronte russo), 1620 21 febbraio 1942.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 12.