PANELLA Antonio

ANTONIO PANELLA056di Francesco e di Saveria Sauleo, nacque a Reggio Calabria il 28 novembre 1895 e morì in combattimento alla Sella di Dol (Veliki-Hrib) il 27 agosto 1917.
Era ancora studente nell’Istituto tecnico della sua città allorché fu chiamato alle armi nel gennaio 1915. Arruolato come allievo sergente nel 48° reggimento fanteria, alla dichiarazione di guerra all’Austria, il 24 maggio, raggiunse la zona di operazioni e combatté nelle trincee di Bosco Cappuccio, su Monte Sei Busi, sul San Michele e fu quattro volte ferito. Con la nomina ad aspirante ufficiale, conseguita nel giugno 1916, fu trasferito al 94° reggimento Messina e, assegnato alla 9^ compagnia del III battaglione, a capo di un nucleo di arditi, compì ardue imprese con pattugliamenti notturni di esplorazione. Nel gennaio 1917, nella zona dei Sober, si meritò un encomio solenne per l’opera prestata nel portare a salvamento, sotto violento bombardamento nemico, alcuni militari rimasti sepolti dalle macerie di una trincea franata. Una medaglia d’argento al valore gli fu conferita per la conquista di quota 174 del San Marco, il 14 maggio 1917, allorché, superati otto ordini di reticolati, penetrò per primo nella posizione avversaria, respingendo poi numerosi contrattacchi del nemico. Col grado di tenente, nella battaglia della Bainsizza per la conquista del Veliki-Hrib, imponente costone del San Gabriele che col Monte Santo formano i due pilastri della Sella di Dol, il 25 agosto si lanciò all’assalto conquistando un tratto della munitissima posizione e resistendo per tre giorni e due notti a numerosi contrattacchi del nemico, superiore di forze. Rimasto isolato dal resto del battaglione, con poche munizioni, senza viveri ed acqua, fu esempio mirabile· di fermezza e di valore ai pochi superstiti e combattendo cadde mortalmente ferito. Alla vigilia dell’attacco aveva scritto un biglietto alla madre: Tra poco uscirò all’assalto! Cadrò per mai più rialzarmi e vi assicuro che il mio ultimo pensiero sarà per te e per l’Italia!.
Con d. l. del 23 marzo 1919, venne concessa alla memoria del giovane ufficiale la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione:

In tutti i combattimenti cui prese parte tenne sempre il primo posto, il più vicino di fronte al nemico. In una asprissima azione, per tre giorni e due notti, con i suoi fanti affascinati dal suo fulgido valore contese con mirabile tenacia, palmo a palmo, un tratto di trincea nemica, su cui riuscì ad affermarsi ed a mantenersi solidamente, nonostante le alterne vicende dei combattimenti che si svolgevano ai suoi fianchi, anche quando venne a trovarsi, con pochi uomini rimastigli, isolato dal resto del battaglione. Quasi privo di munizioni, di viveri, di acqua, fu sereno, fortissimo, fiducioso sempre. Cadde gridando ancora Avanti! ai pochi superstiti che, così incitati, respinsero vittoriosamente un violento nuovo contrattacco avversario e resistettero ancora da soli per parecchie ore. VelikiHrib, 28 agosto 1917.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1917,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 128.