CHIARLE Felice

CHIARLE FELICE066di Vincenzo e di Anna Pes, nacque a Peschiera sul Garda di Verona il 9 ottobre 1871 e morì in combattimento in Vallarsa il 18 maggio 1916.
Dal padre torinese, generale dell’esercito, ereditò quelle spiccate virtù militari che sempre lo distinsero quale ufficiale, educatore ed istruttore di ufficiali. Dal Collegio militare di Firenze entrò all’Accademia Militare di Torino nel 1890 e tre anni dopo fu nominato sottotenente di artiglieria. Frequentata la Scuola di applicazione e promosso tenente nel 1895, fu assegnato alla III brigata artiglieria da fortezza, della quale fu poi aiutante maggiore in seconda per circa tre anni. Nel 1900 passò nella specialità da montagna prestandovi servizio fino al 1909, allorché, da capitano, fu trasferito al 1° reggimento artiglieria da montagna e designato, contemporaneamente, a comandare una compagnia allievi presso l’Accademia Militare di Torino.
Promosso maggiore nel settembre 1915, lasciò l’Accademia per costituire ed addestrare il XVII gruppo artiglieria da montagna del 3° reggimento, col quale partì per il fronte alla vigilia dell’offensiva austriaca del maggio 1916 nel Trentino. Assegnato al settore orientale di Trambilleno, in Vallarsa, alle dipendenze del 79° reggimento fanteria della brigata Roma, con le batterie postate sulle pendici di Col Santo, dall’inizio dell’offensiva, il 15 maggio, fu esempio di valore e di ardimento e di elette virtù militari. Ferito ad una spalla e alla testa fin dall’inizio del combattimento, rispose fieramente alle esortazioni del comandante del 79° fanteria che lo incitava a recarsi al posto di medicazione: Lei potrà ordinarmi qualunque cosa, non mai però di lasciare il mio posto ed i miei artiglieri.
Non potendo più utilizzare i pezzi distrutti dal fuoco nemico, dopo quattro giorni di disperata battaglia, fatte inastare le baionette ai pochi superstiti della 74^ batteria del suo gruppo, di cui aveva diretto personalmente il tiro fino all’ultimo colpo, si lanciò con essi e con i fanti di scorta della Roma all’assalto, scomparendo nella mischia.
Con d. l. del 3 dicembre 1916, gli venne conferita alla memoria la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione:

Comandante di un gruppo di artiglieria da montagna in sussidio alle fanterie, e mancando di capitano una delle sue batterie più esposte, ne assumeva personalmente il comando, che tenne per quattro giorni sotto l’intenso bombardamento nemico e fino a quando gli vennero distrutti tutti i pezzi. Ferito nei primi due giorni alla spalla ed alla testa, si rifiutava di lasciare i suoi uomini e la posizione e concorreva, poi con i superstiti all’assalto alla baionetta con le fanterie, cadendo eroicamente sul campo. – Trambilleno, 15 – 18 maggio 1916.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1915 al 1916,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968, p. 160.

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