GIORDANA Carlo

GIORDANA CARLO079di Giovanni e di Giuseppina Degiacomi, nacque a Moncalieri di Torino il 30 agosto 1865 e morì in combattimento sulle pendici di Monte Cucco delle Mandrielle d’Asiago il 23 giugno 1916.
Diciannovenne uscì sottotenente di fanteria dalla Scuola Militare di Modena, assegnato al 74° reggimento e nel 1887 ottenne la promozione a tenente. Compiuti con successo i corsi della Scuola di Guerra nel 1897, fu promosso capitano nel 1898 ed ammesso nel Corpo di Stato Maggiore. Passò, a domanda, nelle truppe da montagna e dal 1899 al 1903 fu al 4° reggimento alpini. Chiamato in quell’anno al Comando del Corpo di S.M., vi esplicò opera solerte ed intelligente, meritandosi, nel 1908, la promozione a maggiore a scelta eccezionale. Ritornato fra i suoi alpini, tenne il comando di un battaglione prima nel 3° e poi nell’8° reggimento. Tenente colonnello nel 1913, due anni dopo, nel maggio 1915, entrò in guerra, sull’altipiano di Vezzena, incaricato del comando del 116° reggimento fanteria, incarico che conservò ancora per pochi mesi anche con la promozione a colonnello. Dall’ottobre successivo, ottenne l’ambito e desiderato comando del suo antico 4° reggimento alpini e, al comando di un gruppo speciale di cinque battaglioni, detto gruppo A, combatté valorosamente nella zona di Tolmino, tra il Mrzli ed il Vodil. Nella primavera del 1916 le sue doti militari ed intellettuali rifulsero in una serie di operazioni offensive compiute nella zona dell’Adamello, su vedrette di ghiaccio oltre i 3000 m. e che portarono alla conquista di due successive linee ed alla cattura di numerosi prigionieri. Per queste azioni che possono ben dirsi uniche nella storia, il valoroso ufficiale ebbe la promozione a col. brigadiere per merito di guerra e la medaglia d’oro al v. m. con d.l. del3 dicembre 1916. Dice la motivazione:

Costante e fulgido esempio delle più alte virtù militari, risoluto, energico e di magnifico stimolo a tutti per il suo valore personale nel combattimento, nelle operazioni d‘attacco di importanti posizioni, condusse con gagliarda energia e tenace volontà di vincere, le truppe a lui affidate, tanto che queste, dietro il suo impulso e la sua illuminata azione di comando, ottennero ottimi risultati. (Monte Mrzli e Vodil, 21 – 30 ottobre 1915). A capo di numerosi reparti alpini, rinforzati di artiglieria di vario calibro, guidava in alta montagna un’arditissima operazione, espugnando due linee fortissime per natura e per arte ed infliggendo al nemico gravi perdite. (Adamello, aprile- maggio 1916).

Incaricato delle funzioni del grado superiore per meriti di guerra, assunse, il 21 giugno, il comando della brigata Benevento che era impegnata sull’Altipiano di Asiago nell’azione controffensiva. Portatosi durante una ricognizione a pochi metri dai reticolati nemici, il 23 giugno, cadde, colpito da una fucilata. Una medaglia d’argento al v. m., concessa alla sua memoria, fu l’estremo omaggio all’eroe del Vodil e dell’Adamello, caduto valorosamente sul campo.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1915 al 1916,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968, p. 186.