PETRELLI Francesco

PETRELLI FRANCESCO029di Oronzo e di Assunta Piccolo, nacque a Carmiano di Lecce il 17 giugno 1891 e morì in combattimento a M. Sei Busi il 21 ottobre 1915.
Conseguita la licenza tecnica, si arruolò volontario, come allievo sergente, nel 47° reggimento fanteria il 1° dicembre 1910 e il 1° giugno 1911 ottenne i galloni di caporale. Trasferito nel dicembre 1911 al 32° reggimento fanteria della brigata Siena col grado di caporal maggiore, pochi mesi dopo fu promosso sergente e nel dicembre 1913 sergente maggiore. Dopo la dichiarazione di guerra all’Austria, partì col reggimento per la zona di radunata il 1° giugno 1915 e, dopo aver sostato a Codroipo, raggiunse il fronte nel tratto San Pietro dell’Isonzo-rotabile di Ronchi. Partecipò ai combattimenti della prima e seconda battaglia dell’Isonzo con tanto valore e perizia di comando da meritare, in agosto, la promozione a sottotenente in servizio effettivo per merito di guerra. Trasferito nel 15° reggimento fanteria Savona ed assegnato alla 5^ compagnia, si guadagnò in breve tempo fama di provetto ed ardito ufficiale conducendo con entusiasmo e coraggio personale i fanti del suo plotone all’assalto delle forti posizioni nemiche nella zona di Polazzo e di M. Sei Busi. Nella terza battaglia dell’Isonzo, la mattina del 21 ottobre 1915, dopo un’intensa preparazione di artiglieria, ricevuto l’ordine, mosse all’attacco delle posizioni di M. Sei Busi, vivacemente contrastato dal fuoco nemico. Caduto gravemente ferito nel primo balzo il comandante della compagnia, non si perdé d’animo, ma con giovanile risolutezza lo sostituì nel comando conducendo gli uomini all’assalto ed animandoli col suo ardimento. Ferito una prima volta abbastanza gravemente, non volle allontanarsi per non abbandonare i suoi soldati impegnati nell’azione. Ferito una seconda volta, rifiutò ogni assistenza e volle con mirabile slancio e virile coraggio raggiungere la trincea nemica alla testa della compagnia ed occuparla, catturando prigionieri e rafforzandosi sulla posizione. Colpito ancora una volta e mortalmente dallo scoppio di una granata, spirò sul campo di battaglia nella luce della vittoria conseguita.
Con moto proprio sovrano dell’8 dicembre 1915, alla memoria del giovane ufficiale, fu conferita la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione:

Caduto il capitano, prima ancora che la compagnia iniziasse l’assalto della trincea avversaria, assunse il comando del reparto, rianimandolo con la sua calma energia. Ferito non lievemente, una prima volta, all’inizio dell’assalto, sdegnò di recarsi al posto di medicazione; ferito una seconda volta, volle arrivare ad ogni costo sulla trincea avversaria, che occupò e fece rafforzare, finché una granata lo colpì in pieno, uccidendolo. Le sue ultime parole furono: Viva il Re!. M. Sei Busi, 21 ottobre 1915.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1915 al 1916,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968, p. 84.