TOGNALI Angelo

TOGNALI ANGELO076di Pancrazio e di Maddalena Cupriani, nacque a Vione di Brescia il 14 gennaio 1897 e cadde in combattimento a Col del Kuk del Monte Grappa il 27 ottobre 1918.
Studente di ragioneria nell’Istituto tecnico Nicolò Tartaglia di Brescia, interruppe gli studi nell’ottobre 1916 e si arruolò volontario nel 56° reggimento fanteria. Ammesso nel novembre successivo alla Scuola Militare di Modena per frequentare un corso per allievi ufficiali di complemento, fu nominato aspirante nell’ aprile 1917 ed assegnato al 7° reggimento alpini, battaglione Monte Pelmo, che raggiunse nel maggio, al fronte, nel settore della Val Costeana.Promosso sottotenente nel giugno, sempre con lo stesso battaglione, fu trasferito nel territorio della 2^ Armata per partecipare all’offensiva sull’Isonzo, dal 18 al 25 agosto 1917. Costruita una passerella, alla testa della colonna d’attacco varcò il fiume e conquistò la posizione del Na Raunich ed il costone Roccioso. Promosso tenente nell’aprile 1918, comandante un plotone della 147^ compagnia del battaglione passò a presidiare Culma Alta – Pozzo di Mezzo e con il reparto arditi a disposizione, inquadrato in una compagnia speciale, fece incursioni nelle trincee e baraccamenti nemici di alta quota. Trasferito nell’asprissimo settore Solaroli – Valderoa, epica fu la lotta combattuta su quelle cime irrorate del sangue generoso degli alpini. Nell’azione a Col del Kuk del 25 ottobre, fu tra i primi a porre piede nelle trincee nemiche e, sebbene febbricitante e gravemente debilitato, volle rimanere sul posto in previsione di contrattacchi del nemico. Il mattino del 27, infatti, dopo lunga e violenta preparazione, l’avversario passò all’attacco ed il Tognali che presidiava col suo plotone ed una sezione mitragliatrici uno dei punti più delicati del settore, ne sostenne l’urto. Circondato da forze soverchianti si difese con l’unica arma efficiente e colpito a morte cadde sul campo. Alla sua memoria fu concessa, con r. d. 25 agosto 1919, la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione:

Alla testa del proprio plotone, quantunque ammalato, volle partecipare all’attacco di un’ardua posizione fortemente difesa. Incitando, col proprio esempio, i dipendenti e travolgendo, con impetuoso slancio, in breve, ma accanito corpo a corpo, l’aspra resistenza nemica, primo giunse, col suo reparto, sull’obiettivo, validamente concorrendo a conquistarlo e da esso non volle più allontanarsi, sebbene le sue condizioni di salute si fossero aggravate. Contrattaccato violentemente il giorno successivo, oppose, coi propri dipendenti, nel punto più pericoloso della linea, la più strenua ed ostinata resistenza. Caduti tutti i serventi di una sezione mitragliatrici che era pure ai suoi ordini, accorse egli stesso ad una delle armi, continuando ad eseguire efficacemente il fuoco, finché, reso impossibile il tiro dalla troppo vicina pressione dell’attacco, dando fulgida prova di eroismo, si slanciò, seguito dai suoi, contro l’avversario a colpi di bombe a mano, e, nella furiosa mischia, cadde gloriosamente colpito a morte.- Col del Kuk (Grappa), 25-28 ottobre 1918.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1918,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 170.

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