BAFFIGO Domenico

baffigo-domenico130n. a Comigliano Ligure (Genova) il 12 agosto 1912 (Wikipedia). Capitano di corvetta s.p.e. M.M. (servizio permanente effettivo Marina Militare).

Attratto dalla vita di mare secondo la tradizione della famiglia, entrò a 16 anni nell’Accademia Militare di Livorno uscendone guardiamarina nel luglio 1931. Promosso sottotenente di vascello nel luglio dell’anno successivo, tenente di vascello nel luglio 1936, fu mobilitato per esigenze di carattere eccezionale durante le operazioni militari svoltesi in A.O. (Africa Orientale) e in Spagna. Passato alla Scuola osservatori dell’A.M. (Arma Aeronautica) nel marzo 1940 e conseguito il brevetto di osservatore dall’idrovolante, partecipò attivamente alla seconda guerra mondiale con la 186^ squadriglia idrovolanti alle operazioni nel Canale di Sicilia prima e poi con la squadriglia aerosiluranti in Libia dove fu citato anche sul bollettino di guerra. Destinato all’Ufficio aviazione di La Spezia nell’ottobre 1941 e promosso capitano di corvetta nel marzo 1942 fu inviato poco dopo al cantiere navale di Castellammare di Stabia.

Altre decorazioni: Cr. g. al V.M. (Croce di guerra al Valore Militare) (Canale di Sicilia, 1940); M.B. (Medaglia di Bronzo) (Cielo del Mediterraneo, giugno-luglio 1940); M.A. (Medaglia d’Argento)(Canale di Sicilia, gennaio 1941); M.A. (Cielo del Mediterraneo Orientale, giugno 1941); M.A. (Cielo del Mediterraneo Centrale, agosto-ottobre 1940).

Valoroso ufficiale superiore, più volte decorato nel recente conflitto, trovandosi, all’armistizio, destinato all’allestimento di incrociatore presso cantiere navale, freddamente determinato ad assolvere i doveri derivantigli dal suo stato, respingeva con il fuoco truppe nemiche dirette ad impossessarsi dell’Unità all’ormeggio. Organizzata successivamente di propria iniziativa la difesa del cantiere, ne assumeva il comando. Alla testa di un manipolo di animosi marinai fronteggiava gli invasori ricacciandoli con un violento prolungato tiro di armi leggere. Dopo ardua lotta, nella quale i suoi uomini avevano prevalso, attratto con l’inganno a parlamentare, veniva catturato e barbaramente trucidato. Pur essendo state disperse le sue spoglie mortali, vive tuttora il suo spirito indomito nell’esempio lasciato ai posteri delle più alte virtù militari. Castellammare di Stabia, 11 settembre 1943.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 303.