BERARDINI Fernando

n. a San Nicola di Gallipoli (Lecce) il 17 dicembre 1918 (https://www.marina.difesa.it › storia › medaglie › Pagine).

Figlio di valoroso combattente e mutilato della prima guerra mondiale, conseguita la maturità classica, entrò a 18 anni nell’Accademia Militare di Torino e nel 1938 ottenne la nomina a sottotenente del Genio. Dopo il primo anno di corso di applicazione d’arma, per lo scoppio delle prime ostilità in Europa della seconda guerra mondiale, prestò servizio, nell’estate del 1939 presso il 9° reggimento genio in Trani, e quindi rientrò in Torino ove completò, col secondo corso, la Scuola d’applicazione del genio. Promosso tenente e destinato all’8° reggimento genio in Roma, chiese di essere inviato in zona di operazioni, e raggiunse la 47^ Divisione Bari, presso la quale prestò servizio nel Genio divisionale. Quindi, volontario, conseguì il brevetto di guastatore in Civitavecchia e, subito dopo, venne inviato a Pavia, ove frequentò il corso di perfezionamento d’arma presso il Centro studi ed esperienze del genio. Rientrato all’8° reggimento nel maggio 1941, ottenne, nel successivo novembre, l’assegnazione al XXX battaglione guastatori in Ronchi dei Legionari, e dopo alcuni mesi di servizio, venne assegnato, volontario, fra  guastatori scelti, al reggimento di Marina S. Marco in Pola. Quivi gli fu affidato il comando e l’addestramento del reparto speciale di sabotatori-nuotatori del S. Marco formato di marinai e di guastatori scelti del genio. Ricevuto l’ordine di partire per la zona di operazioni con un primo gruppo di sabotatori-nuotatori, raggiunse, per via aerea, l’A.S. (Africa Settentrionale) nella zona di Marsa Matruch. Protagonista dell’ardita impresa di sbarco e sabotaggio effettuata nella notte sul 3 settembre 1942 che portò alla interruzione dell’acquedotto e della linea ferroviaria fra Alessandria ed El Alamein, con la distruzione di un convoglio carico di munizioni – cadde in mano nemica nei pressi di Alessandria d’Egitto, ma dopo quattro tentativi di evasione – dalla Palestina, da un piroscafo inglese nel Mar Rosso, dal Sudan e dall’Egitto – riuscì nel quinto ad evadere dall’Egitto imbarcandosi clandestinamente a Porto Said su un piroscafo inglese, dal quale sbarcava a Taranto il 20 novembre 1944. Conseguiti anche i brevetti di paracadutista e di pilota civile di 2° grado internazionale, fu promosso capitano e successivamente collocato in congedo assoluto nel giugno 1958 ed iscritto nel R.O. (Ruolo d’Onore) col grado di maggiore. Già iscritto al Politecnico di Torino, conseguì nella Università di Roma la laurea in ingegneria industriale meccanica nel 1942 e quella in ingegneria civile edile nel 1946. E’ morto a Roma il 24 novembre 1991 (https://www.marina.difesa.it › storia › medaglie › Pagine).

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia d’Argento) sul campo (A.S., (Africa Settentrionale) (settembre 1942).

Ufficiale del reggimento San Marco, passato volontariamente ad un reparto nuotatori sabotatori, compiva alla testa di un drappello una difficile missione di sbarco su costa avversaria ad oltre settanta chilometri dal fronte. Nel corso dell’ardita operazione faceva saltare un treno carico di munizioni, una linea ferroviaria, un acquedotto e veniva poi catturato da forze preponderanti. Durante la prigionia tentava, con gravissimo rischio, cinque volte la fuga. In uno di questi tentativi attraversava a nuoto, febbricitante, un’ampia rada infestata da squali, riuscendo in un primo tempo a dare dettagliate notizie sulla missione compiuta al comando da cui dipendeva, ed in un secondo tempo a raggiungere clandestinamente la Patria. Fulgido esempio di ardimento e di in domabile spirito combattivo. 3 aprile 194220 novembre 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 572.