BURANELLO Giacomo

n. a Meolo (Venezia) il 27 marzo 1921 (Wikipedia). Partigiano combattente.

Studente del 3° anno di ingegneria nell’Università di Genova, fu chiamato alle armi il 28 febbraio 1941 ed assegnato alla compagnia mista del genio della Divisione celere Emanuele Filiberto fu nominato marconista e promosso sergente il 16 giugno 1941. Ammesso alla Scuola allievi ufficiali di complemento della specialità marconisti di Pavia nel settembre successivo, fu nominato sottotenente di complemento con anzianità 16 marzo 1942, assegnato al 15° reggimento genio. Collocato in congedo il 20 ottobre 1942, dopo l’8 settembre 1943 organizzò gruppi d’azione in Genova e sull’Appennino Ligure. La sua particolare conoscenza dei mezzi di offesa gli consentì di compiere numerose azioni di sabotaggio. Caduto prigioniero dei tedeschi e condannato a morte dal Tribunale provinciale straordinario di guerra, fu fucilato nel Forte di S. Giuliano in Genova il 3 marzo 1944.

Fra i primi organizzatori e comandanti di G.A.P. (Gruppi di Azione Patriottica) compì con leggendario ardimento importanti azioni di sabotaggio a Genova, Sestri e Sampierdarena malgrado la caccia spietata dei nazi-fascisti. Raggiunta la montagna per ordine dei suoi superiori, guidava instancabile il proprio reparto al combattimento. Conscio del pericolo, rientrava volontariamente in città per sostenere con le armi lo sciopero del marzo 1944. Affrontava da solo decisamente i nemici che lo avevano individuato abbattendone tre. Dopo la cattura subiva stoicamente le più atroci torture senza farsi sfuggire alcuna rivelazione. Andava quindi serenamente incontro alla morte fiero di avere salvato col silenzio i propri compagni. Genova, Appennino Ligure, 1943-1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 608.