CALDERONI Amos

n. a Alfonsine (Ravenna) il 16 marzo 1925 (Wikipedia). Partigiano combattente.

Compiute le elementari, entrò come apprendista nella cooperativa falegnami di Alfonsine facendosi subito notare per attività ed intelligenza. Dopo l’8 settembre 1943, appena diciottenne, si dedicò alla lotta partigiana e raggiunto l’Appennino romagnolo, entrò a far parte dell’8^ Brigata Garibaldi Romagna dove, in seguito, gli venne affidato il comando di un distaccamento. Cadde nel contrastare l’azione della Divisione Goering in rastrellamento lungo la valle del Bidente, nei pressi di Santa Sofia in provincia di Forlì.

Ardente assertore fin dall’inizio della lotta di liberazione, entrava a far parte di una formazione partigiana, assurgendo, per le sue eccezionali qualità di valoroso combattente e trascinatore, al grado di comandante di compagnia. Ricevuto l’ordine di sbarrare il passo ad una delle più agguerrite unità tedesche, con quaranta compagni si attestava su una posizione dominante allo scopo di ritardare l’avanzata nemica e di permettere alla sua brigata di sfuggire al rastrellamento. Attaccato da preponderanti forze sostenute da intenso fuoco di artiglieria, teneva valorosamente fronte all’avversario causandogli sensibili perdite e benché rimasto con soli tre superstiti continuava l’eroica ed impari lotta. Vista vana ogni ulteriore resistenza ordinava loro di rientrare al reparto e restava solo sul posto per coprirne la ritirata. Rimasto completamente solo, uno contro cento, dopo aver sparato l’ultima cartuccia e lanciata l’ultima bomba a mano, cadeva sopraffatto donando la propria vita per avere voluto salvare quella dei tre compagni. Fulgido esempio di eccelso valore, di ardimento senza pari e di sublime cameratismo. Biserno, 12 aprile 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 428.