CASATI Alfonso

casati-alfonso156n. a Milano il 13 luglio 1918 (Wikipedia). Sottotenente complemento fanteria (granatieri).

Discendente da nobile ed antica famiglia patrizia lombarda, era studente nella facoltà di lettere nell’Università di Milano quando fu chiamato alle armi nel dicembre 1941 ed ammesso al corso preparatorio di addestramento presso il deposito del 1° reggimento granatieri. Promosso sergente il 1° aprile 1942, nel luglio successivo entrava alla Scuola allievi ufficiali di Arezzo e nel marzo 1943 era promosso sottotenente nel 3° reggimento granatieri. Assegnato al III battaglione speciale mobilitato, partì per la Corsica circa un mese dopo, da dove passò, nell’ottobre successivo, in Sardegna nel II battaglione speciale del 2° granatieri ed, infine, dal 30 maggio 1944, al I battaglione speciale del 1° granatieri. Il 1° luglio dello stesso anno fu trasferito al battaglione Basile del reggimento San Marco del Corpo Italiano di Liberazione.

Volontario della nuova guerra di redenzione contro il tradizionale nemico, durante arduo ciclo operativo dava ripetute prove di altissima abnegazione e di costante sprezzo del pericolo. Comandante di un plotone mitraglieri, nel corso di un aspro combattimento si lanciava alla testa dei propri uomini in ripetuti attacchi e contrattacchi contro importanti posizioni tenacemente difese da forti nuclei tedeschi, riuscendo dopo una strenua e cruenta lotta ad eliminare la resistenza avversaria. In una successiva azione si offriva volontariamente di partecipare ad una rischiosa impresa per la conquista di un importante centro abitato saldamente presidiato dal nemico. Determinatasi una sosta nell’attacco a causa dell’intensissimo fuoco della difesa, non esitava a portarsi con un esiguo nucleo di animosi in zona dominante e scoperta allo scopo di attirare su di sé l’attenzione del nemico ed agevolare col fuoco delle proprie armi i movimenti dei reparti attaccanti. Benché fatto segno alla micidiale reazione tedesca e conscio dell’inevitabile sacrificio non desisteva dal nobile intento ed ergendosi fieramente in mezzo al fragore della battaglia continuava la propria efficace azione infliggendo perdite notevoli all’avversario mentre il successo coronava l’azione. Colpito a morte, continuava ad incitare con la parola e col gesto i propri uomini alla lotta, offrendo a tutti il nobilissimo esempio di un eroico trapasso. Belvedere Ostrense – Corinaldo, 21 luglio – 6 agosto 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 512.