CIRINO Emilio

n. a Montalto Uffugo (Cosenza)  il 9 giugno 1895 (http://kuc.altervista.org/cirino.html). Tenente colonnello s.p.e. (servizio permanente effettivo) fanteria, battaglione ciclisti, Divisione Perugia.

Partecipò, volontario, alla prima guerra mondiale riportando una prima ferita a Monte Sei Busi nel giugno 1915 ed una seconda ad Oppachiasella nell’agosto 1916. Congedato nel maggio 1920 col grado di tenente di complemento, fece parte, dalla costituzione al suo scioglimento, del Corpo della R.(regia)  Guardia di P.S. (Pubblica Sicurezza). Nominato tenente in s.p.e. fu destinato all’8° reggimento alpini. Prestò successivamente servizio nel 25°, nel 125°, nell’81° reggimento fanteria, ed infine, dal 1928, al Centro Chimico Militare. Trasferito a domanda nel R.C.T.C. (Regio Corpo Truppe Coloniali) della Somalia fu assegnato al II battaglione Benadir e dal 1935 al 2° raggruppamento arabo-somalo. Dopo la campagna etiopica, promosso capitano con avanzamento straordinario per meriti eccezionali e maggiore nel gennaio 1940, prestò servizio presso lo S.M. (Stato Maggiore) a Roma fino al 1942, quindi, fu trasferito al 129° fanteria Perugia allora dislocato in Albania. Assunto il comando del II battaglione ciclisti, lo conservò anche con la promozione a tenente colonnello conseguita nel maggio 1943.

Altre decorazioni: M.B. (Medaglia Bronzo) (Polazzo, giugno 1915); Cr.g. al V.M. (Croce di guerra al Valore Militare) (Clauzetto Udine, novembre 1917); Cr.g. al V.M. (Birgot -A.O. (Africa Orientale), aprile 1936).

Comandante di battaglione di una Divisione dislocata in terra straniera, all’atto dell’armistizio, fedele al suo giuramento, si adoperò in ogni modo per organizzare ed attuare una tenace ed onorevole resistenza armata contro preponderanti forze tedesche. Inviato in pericolosa missione presso il Comando Supremo italiano per ricevere ordini, pur essendogli stato offerto di rimanere in patria, volle ritornare presso il suo reparto per dividerne la sorte dando mirabile esempio di coraggio, attaccamento al dovere e spirito di sacrificio. Catturato dopo strenua resistenza, cadeva da eroe al grido di Viva l’Italia lanciato davanti al plotone di esecuzione. Magnifico esempio di elette virtù militari. Albania, settembre 1943.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 334.