CROLLALANZA Giacomo

n. 1917  a Modica (Ragusa). Capitano s.p.e. (servizio permanente effettivo) fanteria (granatieri). Partigiano combattente.

Di famiglia piacentina, uscì sottotenente in s.p.e. nel 1939 dall’Accademia Milanese di Modena e, frequentata la Scuola di applicazione, fu destinato al 3° reggimento granatieri allora dislocato in Albania. Entrato in guerra il 28 ottobre 1940 sul fronte greco-albanese si guadagnò un encomio dal Comando di reggimento e il 27 novembre dello stesso anno fu ferito in combattimento. Rimpatriato e ricoverato in vari luoghi di cura, rientrò al reggimento in Albania nell’aprile 1941 e nell’ottobre successivo fu promosso tenente. Rientrato in Patria nel maggio 1943 e ricoverato all’ospedale di Modena per un ulteriore intervento chirurgico, alla dichiarazione dell’armistizio fu catturato dai tedeschi, in treno mentre si recava in famiglia per trascorrere la licenza di convalescenza. Riuscito ad evadere raggiunse l’Appennino Emiliano dove costituì le prime formazioni partigiane del Parmense, delle quali divenne comandante col grado equiparato a tenente colonnello. Col nome di battaglia Pablo si rese noto in tutta la Val di Ceno. Iscritto nella Università di Parma nella facoltà di ingegneria, gli venne conferita nel 1946 la laurea ad honorem alla memoria.

Fierissima tempra di comandante, nella lotta partigiana profondeva la fede antifascista, il leggendario suo coraggio, la giovanile baldanza e la somma delle sue alte virtù. Evaso dalla detenzione fascista, prima semplice partigiano poi comandante di distaccamento sabotatore, di battaglione e di brigata nella Val Ceno tutti superava per ardimento sublime e supremo sprezzo del pericolo che fecero di lui l’acclamato comandante di tutte le forze partigiane della provincia di Parma. Circondata ed attaccata di sorpresa la sede del Comando da soverchianti forze fasciste, mentre alcuni compagni cadevano sotto l’intenso fuoco, affrontava intrepidamente gli assalitori e cadeva colpito da raffiche di mitraglia. Il suo eroico sacrificio incitava i compagni alla riscossa e, quale luminoso simbolo, ispirava nel Parmense la lotta partigiana fino alla liberazione. Val Ceno, 12 maggio 1944; Bosco di Corniglio, 17 ottobre 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 561.