DE SANCTIS Giorgio

n. a Guglionesi (Campobasso) il 17 dicembre 1921 (Wikipedia). Tenente s.p.e. (Servizio permanente effettivo) genio, 870° nucleo guastatori, gruppo combattimento Friuli.

Orfano di guerra, appartenente a vecchia famiglia di patrioti molisani, conseguita la maturità classica, nel 1940, in novembre, entrò all’Accademia di Torino e nel febbraio 1942 ottenne la nomina a sottotenente in s.p.e. dell’Arma del genio. Assegnato alla 20^ compagnia teleradio della Divisione Friuli, nel luglio successivo fu inviato, a domanda, a Banne per frequentarvi il corso guastatori presso il 5° reggimento genio. Ultimato l’addestramento, ed assegnato alla 11^ comp. guastatori della 6^ A. (Armata), prese parte alle operazioni in Sicilia. Rientrato al centro di mobilitazione in Trieste il 1° settembre 1943 col grado di tenente, alcuni giorni dopo la dichiarazione dell’armistizio, per non aver voluto cedere alla intimazione tedesca di disarmo, fu fatto prigioniero, unitamente al suo reparto, dalle truppe germaniche. Riuscito ad evadere nei pressi di Lubiana, passò le linee e si presentò nel novembre alle autorità militari italiane a Bari. Nel gennaio 1944 fu chiamato, a sua richiesta, a costituire e comandare l‘870° Nucleo Speciale Guastatori Genio, alle dipendenze dello Stato Maggiore (S.l.M.)  (Servizio Informazioni Militari), successivamente messo a disposizione dello I.C.U. (Intelligence Collection Unit) della 5^ Armata americana. Al comando di tale reparto partecipò allo sbarco ad Anzio, alla battaglia per la liberazione di Roma – ottenendo un encomio solenne – ed a quella per la liberazione di Firenze. Nel marzo 1945 passò col reparto alle dipendenze dell’allora costituito Gruppo di combattimento Friuli che raggiunse sul Senio. Ferito e mutilato durante le operazioni di sfondamento della linea gotica, fu collocato in congedo assoluto l’8 agosto 1949 ed iscritto nel R.O. (Ruolo d’Onore) col grado di capitano. Già iscritto nell’Università di Roma, conseguì la laurea in giurisprudenza nel marzo 1947. Promosso maggiore il 25 settembre 1960 e tenente colonnello nel dicembre 1962, è funzionario del Ministero del Commercio con l’Estero.  E’ morto a Roma il 21 gennaio 1982 (Wikipedia).

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia d’Argento) sul campo (Firenze, agosto 1944).

Giovane ufficiale del genio animato da alto senso del dovere e grande amor patrio, nell’ora difficile della lotta per la liberazione del Paese occupato dai tedeschi, al comando di un nucleo di guastatori, prima alle dipendenze dirette degli Alleati, poi inquadrato nei reparti del genio del Gruppo di combattimento Friuli si prodigava instancabilmente nel pericoloso lavoro della bonifica dei campi minati e disattivazione di ordigni esplosivi. Primo fra i suoi soldati, costante esempio di ardimento, trascinatore e esaltatore di eroismi. A Firenze, sotto il fuoco nemico agendo personalmente apriva agli Alleati la via dell’unico ponte rimasto intatto sull’Arno, guadagnando lode per sé e per il valore dei soldati italiani. Sul Senio nella costituzione della testa di ponte che doveva aprire la via al Gruppo Friuli verso la vittoriosa avanzata su Bologna, mentre incurante della reazione di fuoco nemico, con pochi arditi disattivava mine, colpito e mutilato del braccio destro asportatogli da un colpo di mortaio, raccoglieva i suoi uomini feriti dallo stesso scoppio, li caricava sulla sua jeep che di persona guidava mescolando con essi dolore e sangue sino al più vicino posto di medicazione dove serenamente vincendo il dolore e la debolezza imponeva, fra la stupita ammirazione degli astanti, fossero date le prime cure ai suoi soldati pur meno gravi di lui. Figura di combattente da leggenda, ardito fra i più arditi, nobile e mirabile esempio di eroismo che ha saputo confermare e perpetuare nel tempo le tradizioni di valore del soldato italiano. Firenze, Torrente Senio (Riolo dei Bagni), 7 agosto 1944 – 11 aprile 1945.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 661.