DI DIO Antonio

n. a Palermo il 17 marzo 1922 (Wikipedia). Sottotenente s.p.e. (servizio permanente effettivo) fanteria, partigiano combattente.

Giovane sportivo, campione nazionale di fioretto, conseguita la maturità classica a Cremona, entrò all’Accademia Militare di Modena nel 1941 e nell’agosto 1943 venne nominato sottotenente in s.p.e. Assegnato al 114° reggimento fanteria Mantova, si trovava alla Scuola di applicazione a Parma allorché venne proclamato l’armistizio. Dopo un tentativo di opposizione alle forze tedesche fu catturato e rinchiuso nella Cittadella, ma riuscì ad evadere e a raggiungere il fratello Alfredo in Val di Strona in Piemonte, ivi impegnato nell’organizzazione della resistenza. Entrato a far parte del gruppo da lui comandato, lo sostituì nel comando ai primi di febbraio 1944 allorché questi, che fu poi decorato di medaglia d’oro al V.M. (Valore Militare) alla memoria, venne arrestato a Milano in uno dei suoi viaggi di collegamento. Iscritto nell’Uiliversità di Pavia, gli fu conferita nel maggio 1946 la laurea ad honorem in giurisprudenza, alla memoria.

Partigiano di indomito valore, già distintosi per ardimento ed audacia in numerosi combattimenti, attaccato da preponderanti forze nazi-fasciste rifiutavà l’ordine di sganciarsi dall’accerchiamento e resisteva sul posto animando e spronando i compagni alla resistenza ad oltranza. Accortosi che il suo comandante, rimasto ferito, era stato accerchiato, accorreva vicino a lui per evitare che venisse sopraffatto dal nemico e con sublime spirito di sacrificio e di abnegazione cercava di metterlo in salvo. Cadeva colpito da una raffica di mitraglia che troncava la sua eroica esistenza offerta in olocausto alla redenzione della Patria. Megolo, 13 febbraio 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 377.