DI FERRO Roberto

n. a Malvicino (Alessandria) il 7 giugno 1930 (Wikipedia). Partigiano combattente.

Figlio di un commerciante di Malvicino stabilitosi in Albenga, non appena compiute le elementari venne assunto in una falegnameria come apprendista. Trasportato dal suo entusiasmo giovanile, dopo l’8 settembre 1943, fu tra i primi a raggiungere le formazioni partigiane sull’Appennino Ligure. All’epoca della sua cattura faceva parte della II Brigata G. Berio della 6^ Divisione Silvio Bonfante.

Primo fra i primi nelle più audaci e rischiose imprese, ardente di fede ed animato dal più puro entusiasmo, appena quattordicenne partecipava alla dura lotta partigiana, emergendo in numerosi fatti d’arme per slancio leonino e per supremo sprezzo del pericolo. Dopo strenuo combattimento contro preponderanti forze nazifasciste, in cui ancora una volta rifulse il suo indomito valore, esaurite le munizioni veniva catturato e condotto dinanzi ad un giudice tedesco. Benché schiaffeggiato e minacciato di terribili torture, si manteneva fiero e sereno non paventando le barbare atrocità dell’oppressore. Le sue labbra serrate in un tenace e sprezzante silenzio, nulla rivelarono che potesse nuocere ai compagni di fede ed alla causa tanto amata. Condannato a morte rispondeva: Uccidetemi, i miei compagni mi vendicheranno. La brutale rabbia nemica stroncava la sua giovane esistenza interamente dedicata alla liberazione della Patria. Magnifico esempio di valore e di giovanile virtù. Pieve di Teco, 28 marzo 1945.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 645.