FASAN Virginio

n. a Udiine il 10 settembre 1914 (Wikipedia). Capo meccanico di 3^ classe M.M. (Marina Militare).

Ultimato a Sacile il corso integrativo, si arruolò volontario in Marina quale allievo meccanico e, nominato sottocapo nell’ottobre 1934, imbarcò, successivamente, sulla torpediniera Zeffiro, sull’esploratore Riboty e sul cacciatorpediniere Usodimare col quale partecipò volontario alle operazioni navali nelle acque di Spagna nel 1938. Dal 1° ottobre 1939 prendeva imbarco sul cacciatorpediniere Vivaldi. Distintosi nella vittoriosa battaglia aeronavale di metà giugno 1942, trovava eroica fine nelle acque dell’ Asinara in Sardegna.

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia d’Argento) sul campo (Acque di Pantelleria, giugno 1942); capo meccanico di 3^ classe per meriti di guerra (Acque di Pantelleria, giugno 1942).

Valoroso sottufficiale imbarcato per la durata dell’intero conflitto su siluranti, aveva già dato prova nel corso di oltre centoventi missioni di guerra di esemplari qualità di animo e professionali, meritando fra l’altro la medaglia d’argento al valor militare. Nel corso di una ardua missione nella quale la silurante su cui era imbarcato affrontava il nemico in acque ristrette e fortemente insidiate da mine, si adoprava con ammirevole slancio animando i dipendenti durante l’azione e nella successiva lotta contro i gravi incendi e le avarie che l’offesa di mezzi costieri ed aerei aveva inflitto all’ unità. All’ordine di abbandonare la nave, rimaneva a bordo tra gli ultimi per effettuare le manovre ordinate per l’autoaffondamento. Raggiunta in acqua una imbarcazione di naufraghi, con l’animo ancora proteso alla bella nave che si inabissava con apparente eccessiva lentezza, si lanciava a nuoto assieme ad ufficiale superiore, incurante del richiamo del Comandante, e tornava a bordo per maggiorarne le vie d’acqua, conscio di rinunciare ad ogni possibilità di salvezza. Ai naufraghi che seguivano l’inabissarsi dell’Unità, riappariva sul castello nell’imminenza dello affondamento assieme all’ufficiale che aveva seguito, dritto nel saluto alla Bandiera cui offriva l’olocausto di una nobile esistenza che aveva voluto legare al destino della nave. Acque nazionali, 9 settembre 1943.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 286.