FURLAN Antonio

n. 1906 a Motta di Livenza (Treviso). Partigiano , combattente.

Di modestissime condizioni economiche, dopo aver prestato servizio militare di leva nel 78° reggimento fanteria, fu costretto, come bracciante agricolo, ad emigrare per lavoro. Rientrato in Patria quando già era in corso la seconda guerra mondiale e ripreso il suo modesto lavoro di bracciante, pochi giorni prima dell’8 settembre 1943 venne chiamato alle armi. Sottrattosi all’arruolamento nella R.S.I. (Repubblica Sociale Italiana) e rifugiatosi nelle montagne intorno al Livenza, fu tra i primi ad organizzare nuclei di patrioti. Affermatosi sugli altri compagni di lotta, venne nominato commissario di guerra del battaglione Livenza. Nell’ottobre 1944, dopo la sua morte, il battaglione divenne Brigata garibaldina ed assunse in memoria del suo capo il nome di Brigata Furlan.

Assertore e propugnatore dell’idea della Libertà, animato da viva fede e da puri ideali, organizzava squadre di volontari, infondendo in essi senso del dovere e spirito di sacrificio. Partecipava al comando del suo reparto a numerose azioni di guerra, emergendo per perizia e indomito coraggio. Caduto in una imboscata tesagli dal nemico, esaurite le munizioni, in una strenua difesa, per impedire la cattura di importanti documenti che aveva indosso, sebbene inesperto nel nuoto, si buttava nella Livenza. Catturato fu sottoposto ad inumane torture. Né sevizie, né lusinghe lo piegarono e nella piena consapevolezza del dovere compiuto affrontava il patibolo con la serenità degli Eroi. Motta di Livenza, 17 ottobre 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 563.