FUSCO Vincenzo

fusco-vincenzo164n. a Serravezza (Lucca) il 9 luglio 1913 (Wikipedia). Capitano di corvetta s.p.e. M.M. (servizio permanente effettivo Marina Militare).

Allievo dell’Accademia Navale di Livorno dall’ottobre 1928, venne nominato guardiamarina nel giugno 1933. Promosso sottotenente di vascello l’anno dopo, partecipò nel 1936 alla campagna etiopica nel Mar Rosso imbarcato sul  Berta. Con la promozione a tenente di vascello nel 1938, passò successivamente sull’incrociatore Fiume, sul Colleoni, sulla corazzata Doria ed infine, dal 1° maggio 1940, sulla Vittorio Veneto. Sbarcato nel gennaio 1941, fu inviato alla Scuola di osservazione aerea di Orbetello dove consegui il brevetto di osservatore dall’idrovolante nell’aprile dello stesso anno. Trasferito alla 147^ squadriglia idrovolanti dell’Egeo vi rimase fino al novembre del 1942 allorché passò, alla 148^ squadriglia a Vigna di Valle e poi alla 182^. Nell’aprile 1943, promosso capitano di corvetta, prese imbarco, quale comandante, sulla corvetta Chimera ed il 24 luglio 1944, assunse il comando della prima flottiglia M.A.S. (Motoscafo Armato Silurante).

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia d’Argento) (Cielo Mediterraneo Orientale, maggio 1941); M.A. (Cielo del Mediterraneo, giugno-settembre 1941); M.B. (Medaglia di Bronzo) (Cielo Mediterraneo Orientale, ottobre 1941 – maggio 1942); Cr. g. al V.M. (Croce di guerra al Valore Militare) (Adriatico, settembre 1943).

Ufficiale superiore entusiasta e generoso, già distintosi per ripetute prove di valore, chiamato a nuovi ardimentosi compiti al comando di motosiluranti, aveva saputo infondere negli equipaggi il suo giovanile entusiasmo ed una profonda dedizione alla Patria ed al dovere, sempre primo ad affrontare il rischio nelle perigliose missioni in acque nemiche. Nel corso di ardua missione compiuta con unità isolata, si portava nelle immediate vicinanze di porto nemico saldamente presidiato e difeso e, dopo avere assolto interamente il compito affidatogli, affrontava una sopravvenuta unità nemica superiore per tonnellaggio ed armamento, apriva il fuoco per primo e dopo avere inflitto perdite all’avversario cadeva fulminato da raffica di arma automatica, coronando con il supremo sacrificio, un’esistenza tutta dedita alla Patria e alla Marina nello spirito del glorioso motto dei M.A.S. della Regia Marina. Mare Adriatico Coste Montenegrine, 13 novembre 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 570.