GIAMBONE Eusebio

n. a Camagna Monferrato (Alessandria) il 1° maggio 1903 (Wikipedia). Partigiano combattente.

Tornitore meccanico espatriato per motivi politici, all’inizio della seconda guerra mondiale si trovava in Francia. Internato dalle autorità francesi in campo di concentramento, fu poi consegnato alle autorità italiane alla fine del 1940, in applicazione delle clausole dell’armistizio. Confinato in una località della provincia di Avellino, il 25 luglio 1943 riacquistava la libertà e riprendeva la sua attività politica. Portatosi in Piemonte, entrò a far parte del movimento diretto dal generale Perottì facente capo al Comando regionale piemontese del C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale). Catturato e processato assieme al Perotti. anch’egli M.O. (Medaglia Oro), fu fucilato in località Martinetto. Un suo fratello, capitano nelle brigate internazionali, era caduto in Spagna.

Modesto operaio, animato da purissima fede, accorreva all’appello della Patria oppressa. Infaticabile organizzatore e combattente audace sapeva trasfondere ai compagni di lotta lo stesso entusiasmo che lo animava per la causa alla quale aveva dedicato tutto se stesso. Catturato dal nemico, processato e condannato a morte, affrontava impavido il plotone di esecuzione e nel cadere sotto la raffica del piombo nemico lanciava, con l’offerta della sua vita, l’estrema invocazione alla Patria. Luminosa figura di combattente della libertà. Torino, 5 aprile 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 422.