GROPPLERO di TROPPENBURG Gianandrea

n. a Udine il 24 ottobre 1921  (https://www.anpi.it/donne-e-uomini/1447/gianandrea-gropplero-di-troppenburg). Primo aviere, allievo ufficiale pilota, partigiano combattente.

Discendente da antica famiglia friulana, studente universitario a Bologna nella Facoltà di ingegneria, fu arruolato in Aeronautica nel luglio 1941. Inviato al Centro di istruzione di Orvieto come allievo ufficiale pilota vi fu promosso aviere scelto. Trasferito poi alla Scuola di pilotaggio di Fano, fu promosso primo aviere, e, conseguito il brevetto di pilota militare fu ammesso al secondo corso Caccia, presso il IV Stormo, a Gorizia, con il grado di sergente allievo ufficiale Ivi, in attesa della nomina a sottotenente, fu sorpreso dall’armistizio, l’8 settembre 1943. Portatosi a Roma e preso contatto col Centro militare del Partito d’azione, svolse attività informativa ed organizzativa mantenendo anche i collegamenti con le formazioni partigiane del Reatino. Dopo la liberazione della Capitale, frequentò un corso addestrativo sui nuovi mezzi di sabotaggio e, conseguito il brevetto di paracadutista, fu incaricato di una nuova missione nella zona di Udine in collegamento con l’Ufficio I dell’Aeronautica. Paracadutato quale capomissione nei pressi di Lauzzana, svolse, unitamente al suo radiotelegrafista sottocapo della Marina R.T. (Ricognizione Terrestre) Dumas Poli e a Paola Del Din, staffetta della Divisione Osoppo-Friuli., anch’essa decorata di M.O. al V.M. (Medaglia d’Oro al Valore Militare), un efficiente servizio di collegamento e procedé alla organizzazione della Brigata G.L. (Giustizia e Libertà) Carlo Rosselli composta di elementi dissidenti delle Divisioni Osoppo e Garibaldi. Ferito in combattimento, catturato, sottoposto a torture e condannato a morte, fu liberato dalle forze partigiane alcuni momenti prima dell’esecuzione. Riprese quindi con le ferite ancora aperte il suo posto di combattimento. Conseguita la laurea visse per molti anni nel Venezuela. E’ morto a Udine il 9 aprile 2007.

Allievo pilota di non comuni qualità morali e militari, già distintosi in lunga e perigliosa attività partigiana, ad avvenuta liberazione di Roma, poneva di nuovo tutto se stesso al servizio della Patria, offrendosi pienamente consapevole per ardua e rischiosissima missione. Aviolanciato in territorio occupato dai tedeschi, organizzava ed assumeva il comando di una agguerrita formazione di patrioti arrecando a più riprese danni e perdite al nemico in aspre e difficili lotte contro forze preponderanti. Ferito, catturato, sottoposto a spietate torture e condannato a morte, con ammirevole stoicismo rifiutava di svelare i nomi dei compagni. Liberato da una banda di patrioti mentre veniva condotto sul luogo dell’esecuzione, febbricitante, con le ferite ancora aperte, riprendeva immediatamente il suo posto di combattimento che manteneva fino alla totale liberazione del territorio nazionale. Fulgido esempio di alto senso del dovere e di dedizione alla causa della libertà e della Patria. Roma Alto Friuli 8 settembre 1943 – 15 maggio 1945.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 713.