IOLI Giuseppe

n. 1913 Divignano (Novara). Tenente complemento fanteria, II battaglione, Divisione Sforzesca.

Iscritto nella Facoltà di filosofia nell’Università Cattolica di Milano, nel febbraio 1935 interruppe gli studi per arruolarsi volontario, come c.n. (camicia nera) nel battaglione Monviso mobilitato e nel luglio successivo partì per l’A.O. (Africa Orientale). Frequentò a Saganeiti il corso per allievo ufficiale di complemento e venne nominato sottotenente nel giugno 1936, assegnato al 63° reggimento fanteria Cagliari per il servizio di prima nomina. Rimpatriato nel marzo 1937 e collocato in congedo, riprese gli studi e nel 1940 conseguì la laurea in filosofia. Fu poi insegnante di storia e filosofia nel Liceo di Sondrio. Richiamato a domanda alle armi nel 54° fanteria Sforzesca nel gennaio 1941 e promosso tenente, con anzianità gennaio 1940, fu destinato al II battaglione mortai da 81 divisionale col quale partecipò alle operazioni svoltesi sul fronte greco-albanese fino all’aprile 1941. Rientrato in sede, l’anno dopo, in giugno, partiva col reparto per la Russia. Comandante di plotone assegnato di rinforzo ad un battaglione di fanteria impegnato sul Don, dopo più giorni di combattimenti, il 20 agosto 1942 sopraffatto dal nemico e gravemente ferito veniva catturato. Fatto segno durante la prigionia ad inconsistenti accuse e condannato, soffrì per lunghi anni le atrocità dei campi di punizione. Fu rimpatriato nel febbraio1954 e congedato. Richiamato in servizio e trasferito nei ruoli del s.p.e. (servizio permanente effettivo) per m.g. (meriti di guerra) col grado di tenente, fu promosso capitano nel 1955 con anzianità gennaio 1943. Trasferito dal febbraio 1956 al 1° reggimento granatieri di Sardegna, vi prestò servizio fino al 1959. Promosso maggiore, passò all’Ufficio Storico dello S.M.E. (Stato Maggiore Esercito) e dal marzo 1963, con la promozione a tenente colonnello, rientrò al reggimento per assumere il comando di un battaglione. 

Altre decorazioni: tenente in s.p.e. per m.g. (Fronte russo, agosto 1942).

Magnifica figura di ufficiale e di combattente già ripetutamente distintosi per incrollabile fede ed eccezionale noncuranza del pericolo, specie in una difficile e delicata operazione di guerra precedente alla cattura durante la quale veniva gravemente ferito. Catturato, in duri campi di prigionia, benché cieco di un occhio e fisicamente menomato, manteneva contegno esemplare nonostante privazioni, lusinghe e minacce di ogni genere. Improvvisatosi infermiere; sfidando pericoli di mortali epidemie, si prodigava senza limite di sacrificio nella cura e nell’assistenza morale e materiale di numerosi malati. Ingiustamente accusato ed inviato in tremendo campo di punizione, conservava integro l’onore di soldato e di italiano. Esempio costante di luminose virtù militari. Russia, 1942 – 1950.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 729.