IZZO Giuseppe

n. a Presicce (Lecce) l’11 ottobre 1904 Wikipedia). Tenente Colonnello s.p.e. (serizio permanente effettivo) paracadutisti, II battaglione reggimento paracadutisti Nembo.

Uscito dal Collegio Militare Nunziatella di Napoli, frequentò a Roma col grado di sergente il corso allievi ufficiali di complemento e nel 1923 venne nominato sottotenente. Assegnato al 6° reggimento fanteria Aosta fu ammesso all’Accademia Militare di Modena nell’ottobre 1924 e nel 1927 ne uscì tenente in s.p.e., tornando al 6° reggimento. Conseguì nel 1930 il brevetto di osservatore dall’aeroplano e prestò servizio di volo presso diverse squadriglie di ricognizione, effettuando anche il primo lancio con paracadute. Ammesso nel 1934 al 64° corso della Scuola di guerra, al termine di esso, nel 1937, promosso capitano a scelta, compì l’esperimento di S.M. (Stato Maggiore) presso il Comando della Divisione Piave. Fu poi volontario in Spagna dal settembre 1938 al maggio 1939. Rimpatriato, comandò la 1^ compagnia del 58° fanteria con la quale entrò in guerra nel giugno 1940 sul fronte occidentale. Destinato quale caposezione informazioni ed operazioni al XIV C.A. in Albania ottenne a domanda l’assegnazione quale ufficiale di collegamento nell’VIII C.A., distaccato al Comando Divisione Puglie e partecipò nel marzo 1941 al combattimento di q. 731 e di Monastero. Dopo la dichiarazione di guerra alla Jugoslavia svolse diversi importanti incarichi nel XIV C.A. sul fronte di Scutari in Macedonia e dopo la resa della Jugoslavia a Kossowo per la delimitazione dei confini. Promosso maggiore nell’aprile 1941 ottenne di passare nella specialità paracadutisti e nel luglio 1942, promosso tenente colonnello, partì per l’A.S. (Africa Settentrionale) al comando del V battaglione del 186° reggimento paracadutisti Folgore. Partecipò ai combattimenti intorno a Deir el Anqar e Deir el Alinda; poi schierato sul fronte di El Alamein si distinse durante l’offensiva inglese dell’ottobre successivo nella strenua difesa di El Hymeimat. Ferito e rimpatriato si trovava ricoverato nell’Ospedale militare di Bari l’8 settembre 1943, alla dichiarazione dell’armistizio. Dopo aver invano chiesta l’assegnazione a un reparto, si recò a Brindisi presso lo S.M.R.E. (Stato Maggiore Regio Esercito) ed assunto in servizio assolse incarichi presso lo stesso S.M. e presso un alto comando inglese costituitosi in Bari. Quindi fu destinato quale capo di S.M. alla Divisione paracadutisti Nembo con l’incarico di riorganizzarla e partecipò ai combattimenti di Cassino, Orsogna, Chieti e Filottrano dal maggio al settembre 1944. Assunto per breve tempo anche il comando del reggimento, ebbe dal 1° gennaio 1945 il comando del II battaglione col quale nel marzo – aprile fu protagonista delle brillanti azioni svoltesi prima nella valle del Santerno e poi nella valle del Sillaro, dove rimase ferito. Nel combattimento di Grizzano fu decorato della Distinguished Service Cross, concessagli sul campo dal Comando americano. Dopo la guerra prestò prima servizio al Centro di paracadutismo di Roma e poi al deposito truppe paracadutiste a Viterbo e infine al Ministero della Difesa. Promosso colonnello nel luglio 1950, comandò il 6° fanteria e poi il Distretto Militare di Como. Nel 1954 fu destinato al Quartier Generale Italiano delle Forze Alleate Sud Europa. Promosso generale di Brigata nel 1958, dal maggio 1960 è stato collocato in ausiliaria per età. E’ morto a Roma il 19 Maggio 1983 Wikipedia).

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia d’Argento) (El Alamein, ottobre 1942).

Comandante di un battaglione di paracadutisti, ricevuto l’ordine di conquistare una formidabile posizione avversaria chiave di tutto il sistema difensivo nemico sul fronte di Bologna e mantenuta dalle migliori truppe, ben conscio del sacrificio al quale andava incontro decisamente l’attaccava alla testa dei suoi uomini. Dopo un furioso corpo a corpo riusciva ad occuparla e a mantenerla nonostante cinque furiosi contrattacchi del tedesco che era deciso a riconquistarla a qualunque prezzo. Nella lotta senza quartiere, da comandante si tramutò in semplice paracadutista ed imbracciato il mitra, senza un riparo, una difesa, in piedi sparò fino a che una raffica nemica da pochi metri non gli fece saltare l’arma di mano mutilandolo gravemente, ma non abbandonò il combattimento, rimase in testa ai suoi che nello esempio luminoso del comandante, trovarono la disperata energia per la vittoria che segnò la pagina più bella dei paracadutisti della Nembo e che riconfermò il valore del soldato d’Italia. Magnifica figura di comandante e di soldato, così esaltata anche dal Comando Alleato: lo straordinario eroismo in combattimento del tenente colonnello Izzo ha costituito un importante fattore della disfatta del nemico ed ha contribuito al successo finale del 15° Gruppo Armate in Italia. C. Grizzano (Bologna), 19 aprile 1945.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 670.

 

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