MARCOLINI Evelino

marcolini-evelino172nasce il  4 giugno 1923 a Verona. Sottocapo palombaro M.M. (Marina Militare).

Frequentati i corsi serali presso la Scuola industriale di Verona, lavorò come apprendista meccanico fino al luglio 1940 allorché, volontario, si arruolò nella R.M. (Regio Marina). Presentatosi al deposito C.R.E.M. (Corpi Reali Equipaggi Marittimi) di Venezia quale allievo elettricista, veniva avviato alle Scuole di S. Bartolomeo di La Spezia per frequentarvi il corso. Nell’agosto 1940 fu trasferito nella categoria S.D.T. (Specialista Direzione Tiro) e in dicembre dello stesso anno nella categoria palombari. Nel luglio 1941 fu assegnato come allievo sommozzatore alla X flottiglia M.A.S. (Motoscafo Armato Silurante) e promosso sottocapo palombaro sommozzatore, nell’ottobre 1942, passò sulla corazzata Andrea Doria come palombaro sommozzatore antimezzi d’assalto dove rimase fino all’ottobre 1943. Trasferito nei Gruppi mezzi d’assalto, vi fu promosso sergente palombaro nell’aprile 1944. Ammesso alla carriera continuativa e promosso 2° capo palombaro dal 1° ottobre 1948, cinque anni dopo fu trasferito nella categoria portuali per inattitudine fisica al servizio da palombaro, derivata dalla lunga attività subacquea in guerra e di sminatore nei porti del Tirreno e dell’Adriatico. Nominato capo portuale di II classe presta servizio presso il Consorzio del porto di Genova. Muore a Genova il 10 settembre 2006 (https://biografieresistenti.isacem.it/biografie/marcolini-evelino/)

Altre decorazioni: Cr.g. al V.M. (Croce di guerra al Valore Militare) sul campo (Mediterraneo, 1944).

Volontario nei mezzi d’assalto della Regia Marina, in perfetta comunione di spirito e di intenti con il proprio ufficiale, otteneva di partecipare ad ardita operazione di forzamento di porto nazionale della zona occupata, benché a conoscenza che il materiale da impiegare fosse ormai poco efficiente e conscio di affrontare anche in caso di cattura l’estremo sacrificio. Con abilità somma, sorretta da mirabile freddezza, indomita decisione e temerario coraggio, superava le ostruzioni attentamente vigilate, attaccava con successo l’obiettivo e riusciva poi a rientrare incolume sull’unità che lo aveva trasportato nelle acque foranee del porto. Con questa azione, che sollevava l’ammirazione dei compagni d’arme della Regia Marina e delle Nazioni Unite e risparmiava ulteriori gravi offese ad uno dei maggiori centri marittimi nazionali già tanto provato, recava, in un momento particolarmente difficile, nuova gloria alla Marina ed alla Patria. Esempio mirabile di elette virtù di soldato. Acque di Genova, notte sul 19 aprile 1945.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 673.