BALBIS Franco

n. a Torino il 16 ottobre 1911 (Wikipedia). Capitano s.p.e. (servizio permanente effettivo) artiglieria, partigiano combattente.

Conseguita la licenza liceale ed ammesso nell’ottobre 1930 quale allievo nell’Accademia Militare di arttiglieria e genio, fu nominato sottotenente d’artiglieria in s.p.e. nell’ottobre 1932 e tenente, dopo aver frequentato la Scuola di applicazione, destinato all’8° reggimento artiglieria divisione fanteria in Verona. Il 26 novembre 1935 fu ammesso all’Istituto superiore di guerra e ne frequentò i corsi, ma nel febbraio 1941 ottenne a domanda di essere inviato ai reparti combattenti in A.S. (Africa Settentrionale). Raggiunse cosi l’Africa e venne destinato al Comando della Divisione Pavia. Ivi ottenne la promozione a capitano nell’ottobre dello stesso anno. Trasferito al Comando della Divisione Trieste nel 1942 combatté a Ain el Gazala e a El Alamein. Rimpatriato nel marzo 1943, fu poi inviato in Croazia addetto al Comando del V C.A. (Corpo d’Armata). Dopo gli avvenimenti dell’8 settembre 1943 rientrò a Torino e fece parte delle organizzazioni militari clandestine. Arrestato la mattina del 31 marzo 1944 e tradotto al Comando tedesco, dopo un sommario processo fu condannato a morte e fucilato all’alba del 5 aprile nel poligono del distretto militare.

Magnifica figura di soldato e di partigiano, subito dopo l’armistizio assumeva la consulenza tecnica del primo Comitato militare piemontese e la direzione di attività di combattimento, prodigandosi con completa dedizione, con illuminata perizia e con superbo sprezzo del pericolo. Catturato, sottoposto a giudizio e condannato a morte, manteneva durante gli strazianti interrogatori e durante tutto il processo il contegno dei forti, ed affrontava con fierezza il plotone di esecuzione cadendo al grido di Viva l’Italia!. Fulgida figura di patriota assunto, con l’offerta della propria vita, al cielo degli eroi d’Italia. Torino, 5 aprile 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 420.