BELLINO Pietro

n. 1917 Cuneo. Tenente complemento fanteria (alpini), partigiano combattente.

Laureato in filosofia e pedagogia nell’Università (Magistero) di Torino nel 1941 fu insegnante nel Ginnasio – Liceo di Saluzzo. Chiamato alle armi e frequentato il corso alla Scuola allievi ufficiali di complemento di Bassano sul Grappa, il 1° settembre 1939 fu nominato sottotenente di complemento ed assegnato al 2° reggimento alpini. Partecipò alle operazioni di guerra in Albania dal 18 gennaio 1941 col battaglione Borgo S. Dalmazzo fino al 5 maggio successivo. Quindi di nuovo, dopo un breve rimpatrio, fu in Balcania con il battaglione Saluzzo. Ferito in combattimento l’8 marzo 1942, dopo lunga degenza in ospedale in Patria, fu promosso tenente e collocato in congedo assoluto nel luglio 1943. Entrò a far parte dal 1° ottobre 1943 della XX Brigata Giustizia e Libertà, operante in Val Grana ed assumendo la qualifica gerarchica partigiana di comandante di Brigata.

Altre ricompense: M.B. (Medaglia Bronzo) (Quota 906 – Balcania, marzo 1942).

Benché mutilato partecipava sin dal 9 settembre 1943 al movimento clandestino, organizzando e costituendo le unità partigiane Cuneensi alla testa delle quali, innumerevoli imprese rifulsero le sue doti di animatore e trascinatore di uomini e il suo leggendario valore. Con pochi compagni assaltava un treno militare per liberare un gruppo di partigiani. Per primo si slanciava nello scompartimento dei prigionieri, ma sopraffatto dalla scorta armata, veniva ferito e gettato a terra. Solo, impugnava la pistola e abbatteva uno per uno gli aggressori. Quindi ordinava la ritirata e sanguinante, ritto sulla banchina, ne proteggeva col fuoco lo sganciamento raggiungendo per ultimo il camion entro il quale si abbatteva esausto. Nominato comandante militare partigiano di Cuneo, durante una missione veniva catturato dai tedeschi e trasportato a Piozzo per essere fucilato. Rifiutò di finire la sua vita contro un muro e, impotente, nel supremo tentativo di superare il cerchio di ferro che lo stringeva, si slanciava furibondo contro il plotone cadendo da combattente crivellato nel petto da pallottole. Assurto a simbolo della lotta partigiana nel Cuneense; due brigate ebbero il suo nome. Magnifica figura di valoroso comandante, esempio luminoso di sublime spirito di sacrificio e di assoluta dedizione alla causa d’Italia. Cuneo, 9 settembre 1943 – 5 luglio 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 491.