BOSCHIERO Riccardo

n. 1912 Ponte di Brenta (Padova). Sergente allievo ufficiale alpini, partigiano combattente.

Era iscritto nella Scuola superiore di commercio di Venezia gli conferì la laurea ad honorem alla memoria. Prestò servizio di leva nel 9° , reggimento alpini dal 1932 al gennaio 1933 e poi da richiamato al deposito dello stesso reggimento dal 1935 al 1937 e dal giugno all’ottobre 1940. Ammesso a frequentare il corso allievi ufficiali di Bassano del Grappa nel 1942, riportò in addestramento frattura del menisco della gamba destra. L’8 settembre 1943 si trovava a Chiusa Pesio (Cuneo) in servizio, con il grado di sergente allievo ufficiale presso un distaccamento del 1° reggimento alpini. Entrato a far parte della formazione partigiana della Brigata Valle Stura della 1^ Divisione Giustizia e Libertà gli fu riconosciuta la qualifica di comandante di distaccamento. Il 27 aprile 1944 cadde prigioniero del nemico nel fatto d’arme di Castelmagno di Valgrana e tradotto in carcere con fiero e coraggioso contegno fu di esempio ai compagni. Condannato a morte fu fucilato nei pressi di Borgo S. Dalmazzo il 2 maggio 1944.

Convinto assertore di ogni principio di libertà e fiero oppositore di qualsiasi forma di oppressione, impugnava tra i primi le armi contro i nazi-fascisti, rifulgendo per impareggiabile audacia e sereno sprezzo del pericolo. In numerose azioni di sabotaggio ed in vari combattimenti, fu valoroso tra i valorosi, facendo risplendere ovunque la nobile fede che lo animava. Durante un poderoso rastrellamento operato da preponderanti forze tedesche, nel sublime ed eroico intento di proteggere la ritirata delle altre formazioni partigiane, volontariamente sostituiva un altro ufficiale partigiano per il comando di un pugno di eroi votati a sicura morte. In più ore di duri e cruenti combattimenti fu mirabile esempio di calma e di eroismo. Sempre presente ove maggiormente infuriava la lotta, fu epico combattente e meraviglioso animatore. Esaurite tutte le munizioni e sopraffatto veniva fatto prigioniero. Rifiutava sdegnosamente la deportazione in Germania, affrontando il plotone di esecuzione con serena fierezza. Cadde sotto il piombo tedesco gridando Viva l’Italia. Fulgido esempio di altruismo e di dedizione alla causa della libertà. Castelmagno (Valgrana), 27 aprile 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 435.