BOSI Giannino

n. a Piacenza il 22 febbraio 1920 (Wikipedia). Sottotenente complemento fanteria, partigiano combattente.

Studente universitario nella facoltà di scienze economiche, fu chiamato alle armi ‘8 agosto 1942 nel III battaglione di istruzione divisionale in Como. Venne promosso sergente allievo ufficiale l’8 dicembre 1942. Frequentò il corso allievi ufficiali di complemento di fanteria nella Scuola di Avellino dal 15 gennaio 1943 ed ottenne le spalline di sottotenente il 1° settembre dello stesso anno assegnato al 1° reggimento fanteria della Brigata Re. Dopo l’armistizio passò nelle formazioni clandestine partigiane che operarono nel Friuli assumendo il nome di battaglia Battisti.

Sottotenente di complemento dell’Esercito, subito dopo l’8 settembre 1943, anelante della libertà della Patria, si ritirava sulle colline del Friuli, dove organizzò il primo nucleo di patrioti friulani. Braccato dalle truppe germaniche che in lui temevano un fiero nemico, si trasferiva con la propria formazione sulle montagne del Tagliamento e, vincendo i rigori del rigido inverno, organizzava un forte gruppo di reparti animandoli del suo stesso spirito combattivo e della sua stessa fede patriottica. Animato da un profondo spirito di sacrificio ed assertore convinto dei principi di giustizia e di libertà fu sempre di esempio a tutti, senza mai risparmiarsi, nei disagi, nelle privazioni e nei pericoli. Nel corso di poderose offensive nemiche fu l’anima della difesa, trascinando con l’esempio i suoi uomini in lotte vittoriose. Durante l’offensiva sferrata dal nemico nell’autunno del 1944 nella zona fra Meduna e Tagliamento, circondato da soverchianti forze, continuò a combattere strenuamente e, piuttosto che arrendersi e cadere vivo nelle mani dell’avversario, rivolse la propria arma contro se stesso e, dopo aver gridato per l’ultima volta Viva l’Italia, si uccise. 8 settembre 1943 – 8 dicembre 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 592.