CIGALA FULGOSI conte Alfonso

n. il 16 ottobre 1884 a Agazzano (Piacenza). Generale di Divisione nella riserva, comandante della piazza di Spalato.

Discendente da antica famiglia, che aveva dato alla repubblica di Genova Dogi e Capitani, ed era emigrata a Piacenza nel 1300. Fu alunno nel Collegio dei Barnabiti di Lodi e, conseguita la licenza liceale, fu ammesso come allievo nella Scuola Militare di Modena nel novembre 1904. Venne nominato sottotenente di cavalleria nel 1906 e destinato ai Lancieri di Montebello; quindi fu promosso tenente nel settembre 1909 e capitano nel 1915 nel Savoia Cavalleria. Nella prima guerra mondiale fu ufficiale di ordinanza del comandante la 1^ armata mobilitata, partecipò quindi alle operazioni al comando di uno squadrone del Lancieri di Firenze; ed infine fu addetto all’8^ Divisione di fanteria. Fu ferito sul Monte Santo. In Francia, con la Divisione che ivi si era trasferita nell’aprile 1918, partecipò alla seconda battaglia della Marna. Promosso maggiore nel 1924, fu insegnante nella Scuola allievi ufficiali di Milano e giudice supplente di quel Tribunale Militare Territoriale fino al 1927, anno in cui conseguì la promozione a tenenete colonnello e il trasferimento al Centro Speciale di cavalleria della Sardegna. Prestò successivamente servizio presso il Comando del C. d’A. (Corpo d’Armata) di Udine, al Ministero della Guerra ed infine al Comando del C.d’A. di Milano. Il 31 dicembre 1936 venne promosso colonnello e nel 1940 passò a domanda nella riserva col grado di generale di Brigata essendo stato nominato Presidente della Federazione Italiana degli Sports Equestri F.I.S.E. (Federazione Italiana Sport Equestri). Nel settembre 1942 (quando già al figlio, tenente di vascello, era stata concessa la M.O. (Medaglia Oro) fu richiamato a domanda in servizio ed assunse il comando della XVII Brigata costiera in Dalmazia, e successivamente, promosso generale di Divisione, quello del presidio di Spalato.

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia Argento) (Zagorie, 23-25 agosto 1917).

In un momento di generale smarrimento spirituale, reagiva con violenza all’ordine impartitogli di cedere le armi. Pur avendo chiara visione della immancabile tragedia che incombeva sulle truppe ai suoi ordini, mantenendo inalterata la fede alle leggi dell’onore militare, ne condivideva la sorte con cosciente determinazione sottraendosi fieramente all’offertagli possibilità di salvezza. Organizzata la resistenza, la alimentava con indomito valore insensibile ai massacranti bombardamenti aerei e benché tutto ormai crollasse inesorabilmente attorno a lui la protraeva con eroica tenacia per lungo tempo, infliggendo al nemico severe perdite. Sommerso da preponderanti forze avversarie e fatto prigioniero, affrontava con supremo sprezzo della vita il plotone di esecuzione, rifiutando di farsi bendare gli occhi ed attendendo la raffica mortale al grido di: Viva l’Italia. Combattente di tre guerre, più volte decorato, cadde come visse fedele al suo giuramento di soldato, esempio luminoso ai più di preclari virtù militari. Spalato – Signo (Dalmazia), 8 settembre ottobre 1943.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 335.